|
LIBRO |
| |
LA FUSIONE FREDDA e il FUTURO |
|||||||||||||||||||||||||||||||
| Jed Rothwell - LENR-CANR.org Pubblicato da LENR-CARNR.org nel dicembre 2004. Seconda Edizione febbraio 2005 traduzione italiana di Kingeagle, Roberto, Sabine, Luigi Ferrari, ... (ndr: A traduzione completa sarà prodotto un file doc ottimizzato per la stampa) Questo libro non è protetto dai diritti d'autore. Siete liberi di effettuare copie per amici ma vi chiediamo anche di segnalare il sito e di effettuare i download direttamente da li. Questo ci permetterà di capire quanta gente legge il libro e quanto è esteso l'interesse del pubblico. Sono disponibili 2 versioni del libro. Una a bassa risoluzione, del peso di 6Mb, per leggere a video: http://lenr-canr.org/acrobat/RothwellJcoldfusiona Una seconda ad alta risoluzione di 17Mb adatta alla stampa: http://lenr-canr.org/ColdFusionAndTheFuturehires.pdf
Introduzione Lo scopo di questo libro e’ quello di spiegare che con la fusione fredda noi possiamo compiere cose meravigliose. Questa non e’ una recensione o la storia del settore. Non ha intezione di convincere il lettore che la fusione fredda esiste. Se avete dubbi, leggete, per piacere, gli originali: lavori scientifici, pubblicati nelle riviste specializzate e procedure delle conferenze. Troverete una bibliografia con piu’ di 3000 saggi su http://lenr-canr.org/, insieme ad una collezione di 350 scritti in solo formato testo. Questo libro e’ diffuso nell’assunzione che la fusione fredda esiste; poiche’ e’ stata largamente replicata con un alto rapporto segnale/rumore; in qualche caso ha prodotto temperature e concentrazioni di energia alte a sufficienza per applicazioni pratiche. Se la fusione fredda puo’ essere commercializzata eliminera’ la maggior parte dell’inquinamento e fara’ risparmiare miliardi di dollari al giorno. Sara’ un dono di Dio ai miliardi di persone viventi in obiettiva poverta’. Nei paesi ricchi offrira’ un rinnovato senso di meraviglia e speranza per il futuro. Sfortunatamente, negli Stati Uniti, la ricerca e’ stata soppressa. Non possono essere pubblicati scritti; gli esperimenti non sono finanziati. Il Dipartimento di Energia di recente a riconsiderato il soggetto. L’indagine ufficiale era una farsa, ma alcuni commenti dei recensori erano profondi, quindi esiste un raggio di speranza. Malgrado cio’, la lotta per permettere una ricerca moderata, si presume, durera’ anni. Lo scopo di questo libro, quindi, e’ quello di ispirare il lettore e, forse, di arruolarlo in questa battaglia politica. Molti ricercatori della fusione fredda sono interessati alla parte scientifica piuttosto che ai potenziali benefici. Vogliono conoscere che cosa il fenomeno rivela della natura e come puo’ essere chiarito teoricamente. Il pubblico, d’altro lato, in genere vuole sapere: che cosa puo’ fare la fusione fredda per me? Puo’ realmente far cessare la crisi energetica? O sara’ un’ altra delusione, come si e’ dimostrata essere l’energia nucleare convenzionale. Cio’ non e’ auto compiacimento. Il pubblico e’ nel giusto nell’essere preoccupato sull’energia e nel porre le necessita’ della gente in cima alla lista. Le crisi energetiche peggiorano anno per anno. Il distruttivo riscaldamento globale e’ adesso sopra di noi: nel 2004, tifoni senza precedenti hanno colpito, fuori stagione, il Giappone, ripetutamente, ed il livello delle acque dei mari interni si e’ alzato drammaticamente. Molte delle nostre peggiori crisi politiche sono connesse all’energia, specialmente il petrolio. La guerra in Iraq potrebbe non essere “una guerra per il petrolio” come alcuni critici suggeriscono, ma sicuramente e’ una possibile causa. Se il Medio Oriente non aveva il petrolio, gli Stati Uniti non si sarebbero imbrogliati laggiu’. L’energia e’ spesso la storia dietro le quinte. La produzione di energia causa la maggior parte dell’inquinamento. La mancanza di energia nel terzo mondo e’ la singola evitabile causa di malattia, miseria e morte. Questo libro
e’ informale e speculativo, a differenza di molti scritti della
libreria dell’LENR-CANR. I saggi e gli articoli per riviste
che ho scritto sono stati controllati con cura e spero che abbiano
solide basi nelle osservazioni sperimentali largamente replicate e
nei controversi aspetti della storia del transistor, aviazione e altri
ben documentati soggetti. In questo libro, piu’ che parlare
sul presente stato delle ricerche, vorrei guardare un poco piu’
lontano, sognare e speculare. Ogni parola deve essere considerata
con larghezza di vedute. Spero che al lettore piaccia lo spirito naturale,
la libera immaginazione e spero che il lettore si diverta nel leggere
come io mi sono divertito nello scrivere. Questo libro non e’
un’analisi tecnica seria di termini legati alla R&D o alle
opportunita’ di mercato. Per piacere non consideratelo fantascientifico,
segue le linee del capolavoro di Arthur C. Clarke Profiles of the
Future (Profili del futuro ). Alcune delle
predizioni di questo libro sono di lunga portata ed alcune capricciose,
in ogni caso le ho basate sui risultati sperimentali della fusione
fredda e sopra tecnologie capaci di miglioramento quali i processori
paralleli, diamanti su striscia sottile e fibre di carbonio. Da quel
che so, anche alcune delle maggiori predizioni di lunga durata sono
fisicamente possibili. Propongo un esempio esagerato, suppongo sara’
possibile un giorno costruire una copertura gigante in fibra di carbonio
per coprire il centro di Las Vegas e condizionare l’aria della
citta’. Questo non significa che sara’ pratico ne desiderabile.
Il costo della struttura probabilmente rendera’ questo progetto
troppo costoso, anche con l’energia da fusione fredda a costo
zero. I cittadini di Las Vegas potrebbero non gradire l’aria
condizionata nella loro citta’. Ma, in ogni caso, potrebbero
averla usando la fusione fredda, mentre sarebbe fuori questione con
ogni altra fonte di energia. La fusione fredda
cambiera’ il modo con cui costruiremo un numero infinito di
prodotti: tutto, dai caloriferi alle fornaci degli stabilimenti, le
luci delle strade municipali, gli aeroplani. Cambiera’ i disegni
di quasi tutte le macchine. In questo libro, comunque, ho considerato
solo come agira’ su un manipolo di macchine: principalmente
automobili, generatori di potenza e robot autonomi. Ho ignorato molti
dei cambiamenti a cui dara’ vita. A dispetto del fatto che la
fusione fredda sia di per se abbastanza controversa per un solo libro,
mi sono concentrato sulle provocanti problematiche ed incredibili
tecnologie che avranno un profondo impatto sulla societa’. Per
esempio, propongo di demolire il sistema delle superstrade interstatali
e costruirle sottoterra. Ho fiducia che il lettore trovera’
questo schema piu’ interessante di una discussione sui riscaldatori
per piscine e mi perdonera’ nell’ignorare gaiamente il
costo di un mega progetto cosi’ fantastico. Il costo sarebbe
astronomico con le tecnologie di oggi, forse un centinaio di volte
superiore al sistema delle superstrade attuali di superfice. Il New York Times ha recentamente dichiarato, “l’indipendenza energetica e’ una meta inottenibile, largamente perche’ gli Stati Uniti, che utilizzano un quarto della produzione di petrolio del mondo, posseggono meno del 3% delle riserve di petrolio del mondo”. In altre parole, il Times pensa che noi non scopriremo mai fonti alternative di energia abbastanza grandi da rimpiazzare il petrolio. Dicono “non ottenibile” e non “non ottenibile in breve tempo” o “non ottenibile per almeno 20 anni senza vigorose ricerche. La fusione fredda potrebbe quasi istantaneamente fornirci questa “inottenibile” meta. Potrebbe darci piu’ di dieci volte l’energia che ora usiamo, o centinaia di volte in piu’. L’unica limitazione pratica sara’ quanto calore disperso possiamo generare senza causare danni all’ambiente. Combinata con altre tecnologie ed usata con criterio, la fusione fredda puo’ risolvere molti degli incubi che sembrano al di la’ della nostra abilita’ di soluzione, quali il riscaldamento globale, acqua potabile e per i servizi a miliardi di persone, inquinamento, disinfestazione di scarafaggi ed altre specie che minacciano la terra e l’acqua, la possibilita’ di trovare terroristi e criminali che si nascondono in inaccessibili posti selvaggi. Potrebbe sembrare strano che una nuova fonte di energia possa risolvere problemi cosi’ disparati, ma io spero di poter dimostrare che la fusione fredda ha queste capacita’.
Dubito che ogni
essere oggi vivente possa afferrare tutte le ramificazioni della fusione
fredda, o immaginare piu’ di un piccolo numero di modi in cui
puo’ essere usata. Non abbiamo esperienza lavorativa , ne sentore
di essa. Un giorno, ingegneri di prodotto che hanno trafficato con
la fusione fredda per tutta la loro vita considereranno la sua capacita’
scontata e sapranno istintivamente come applicarla nei modi che noi
non potremmo mai pensare. Nel 1970, un ingegnere anticipatore o futurista
non poteva immaginare che la gente del 1990 avrebbe infilato microscopici
computers nei sistemi di iniezioni delle automobili, nei miscelatori
per cucina, nelle serrature delle porte degli hotels, nei tubi della
Jacuzzi, macchine fotografiche, bollitori di riso con “fuzzy
logic”, radio-telefoni palmari e centinaia di altre macchine.
Gli esperti di computer erano maestri negli arcani misteri dell’hardware
e software, ma non sapevano niente sul modo di cuocere il riso e probabilmente
non ci pensano piu’ di una volta. Pensavano ai computes come
a delle macchine per fare calcoli, o strumenti per aiutarsi nei laboratori,
non come ad aggeggi per cuocere il riso. Quando uscirono i microprocessori,
la gente che costruiva bollitori per il riso individuo’ il modo
di usarli. Gli ingegneri di prodotto si misero al lavoro, mettendo
i computers in posti nuovi ed utilizzandoli in modi nuovi. In retrospettiva,
molti di questi sviluppi erano prevedibili. Ogni direttore di albergo
o il cliente possono vedere i vantaggi delle porte computerizzate
e carte di accesso. Quel che rende il futuro difficile da immaginare
non e’ relativo ad un particolare miglioramento, ma invece quando
tutti le differenti macchine vengono migliorate simultaneamente. Alcuni lettori potranno dissentire nel discutere come la fusione fredda potrebbe dare forma al futuro quando la ricerca sta lottando contro una dura opposizione politica, quando la maggioranza dei ricercatori sono scoraggiati, professori tra i settanta e gli ottenta in pensioe e quando le celle di fusione fredda hanno prodotto, molte volte, appena qualche watt di potenza (lo stesso dicasi per il laser;ndt) Le auto alimentate a fusione fredda sono oggi solo un sogno distante. Ma io penso che la speculazione dia speranza. La speranza ed una irresistibile visione di un futuro migliore ci sosterra’ in questa lunga, amara, inequale lotta. Mentre gradirei evitare discorsi politici, niente di questo soggetto ha senso fino a che non capite che e’ infangato da rivalita’, ostilita’ e soppressione della liberta’ accademica. Distinti professori di ruolo e Assistenti Universitari si suppone siano liberi di studiare qualsiasi argomento scelto, ma quando hanno tentato di pubblicare risultati positivi sulla fusione fredda, gli e' stato ordinato di non pubblicare o di fare conferenze e sono stati tormentati e riassegnati a lavori servili quali segretari di scorta. La American Physical Society (APS) disse al premio Nobel Julian Schwinger che non gli sarebbe stato permesso di pubblicare saggi sulla fusione fredda nei giornali della APS, malgrado le regole stabiliscano che ad un premio Nobel sia permesso di pubblicare qualsiasi cosa desideri. Schwinger si e’ dimesso in protesta, dicendo: La pressione per la conformita’ e’ enorme. L’ho sperimentata attraverso il rifiuto degli editori dei lavori presentati, basati su velenose critiche di referenti anonimi. La cessazione delle recensioni imparziali sara’ la morte della scienza. Anni dopo interrogai un membro di alto rango dell’APS su questa storia. Mi disse che consideravano Schwinger malato di mente perche’ credeva nella fusione fredda e loro volevano proteggerne la dignita’. Dobbiamo notare che molti scienziati sono rimasti neutrali. Alcuni sono disinteressati, ma molti appaiono di mente aperta e favorevolmente disposti verso la fusione fredda. Centinaia e centinaia di persone hanno scaricato scritti tecnici dal LENR-CANR.org. Presumiamo che molti lettori siano scienziati, perche’ questi sono saggi tecnici, difficili e non potrebbero interessare nessun altro. Il problema e’ quello che gli scienziati non hanno tempo di esplorare ogni nuova idea, cosi’ accettano valutazioni da riviste quali Nature e Scientific American, o sui giornali. Sfortunatamente, un piccolo gruppo di influenti oppositori hanno allargato la loro influenza sui mass-media e hanno instillato pregiudizi nel pubblico e negli scienziati contro il soggetto. Sono inclusi John Maddox, il precedente editore di Nature, Jonathon Piel e John Rennie, il precedente e l’ultimo editore di Scientific American, John Huizenga, il capo del Department of Energy, gruppo ERAB, che era stato incaricato di investigare la fusione fredda nel 1989. Altri prominenti oppositori sono al Dipartimento di Energia, molti del programma di fusione del plasma. Robert Park, relatore di APS e particolarmente velenoso e ristretto di mente. Nel 1991 denuncio’ la fusione fredda sul Washington Post quale risultato di “scemenza o mendicita’” e ripete’ l’accusa nel 2002. Ricercatori di primo piano sulla fusione fredda gli hanno offerto copie dei lavori, ma si e’ rifiutato di leggerli. Nel 1999, quando lo incontrai di persona ad una conferenza APS, cercai di mettergli in mano copia dei lavori di McKubre ed altri. Non solo si rifiuto’ di leggerli, non volle nemmeno toccarli. Li lascio' cadere per terra. Questo libro e’ divulgato nella speranza – non predizione – che la fusione fredda superera’ la rabbiosa opposizione politica e le tormentate difficolta’ tecniche e i risultati saranno eventualmente sviluppati e commercializzati. Mentre sono abbastanza sicuro che gli eperimenti sono corretti e l’effetto reale, non sono fiducioso che l’opposizione possa essere messa da parte. Dipende da due cose: Primo, come disse Max Planck, il progresso della scienza avviene “funerale dopo funerale”. Spiego’ “ Una verita’ scientifica nuova non trionfa convincendo i suoi opponenti e facendogli vedere la luce, ma invece perche’ gli opponenti eventualmente muoiono e una nuova generazione cresce avendo familiarita’ con essa. Molti potenti scienziati del potentato si oppongono alla fusione fredda con una veemenza irrazionale e probabilmente non ammetteranno mai che sono in errore e la ricerca dovra’ attendere fino alla loro morte. Sfortunatamente, molti ricercatori della fusione fredda sono anziani scienziati pensionati che stanno morendo piu’ in fretta degli oppositori. Secondo, non avverra’ niente fino a che il pubblico non richiede azione. Samuel Florman scrisse: Sir Hugh E.C. Beaver, parlando al Primo Congresso Internazionale sull’inquinamento dell’aria nel 1955, espose la campagna, durata 700 anni, contro l’inquinamento in England. Reclamo dopo reclamo, commissione dopo commissione, rapporto dopo rapporto – tutto era inefficace, mentre i secoli passavano e le condizioni peggioravano sempre di piu’. Finalmente lo Smog su Londra del 1952 con il suoi orrendi 4000 morti, preparo’ le condizioni per un nuovo comitato investigativo, presieduto da Sir Hugh. Il rapporto della commissione fu ben accolto, disse Beaver e porto’ ad azioni effettive, non perche’ il rapporto fosse eccezionale, ma perche’ il pubblico era, dopo tanto tempo, ricettivo. La lezione che bisogna imparare, secondo Beaver e’ che “ sull’opinione pubblica e solo su di essa si faranno, alla fine, i conti” Il pubblico non reagira’ fino a quando non lo convinceremo che la fusione fredda merita di essere sovvenzionata. La fusione fredda
potrebbe non attecchire, quindi dobbiamo guardare avanti e risolvere
le crisi energetiche utilizzando il provato e conosciuto, una buona
ingegnerizzazione, riforme sociali e sorgenti alternative di energia
quale l’eolica. Dovremmo dare alla fissione dell’uranio
una seconda prova. Io non patrocinerei mai una torta in cielo, $100
miliardi su un programma che sviluppi la fusione fredda. Questa e’
una somma troppo alta da rischiare sulla fusione fredda allo stadio
presente di sviluppo. D’altro canto, dovremmo accettare un rischio
calcolato e sovvenzionare la ricerca per investigare su promettenti
e solidi esperimenti sulla fusione fredda, perche’ i risultati
potrebbero pagare. Ogni giorno, in tutto il mondo, la gente spende
$3,7 miliardi sui carburanti fossili per generare 0.9 quads di energia.
La fusione fredda e’ un rischio che merita di esser preso ed una causa per cui si puo’ lottare, non importa quanto alti siano gli ostacoli da superare. Anche i ricercatori sulla fusione fredda non realizzano quanto vaste le conseguenze del loro lavoro possano essere. La fusione fredda sara’ molto di piu’ di un rimpiazzo pulito dell’attuale sistema energetico. Chiamarlo rimpiazzo equivale a dire che un computer con il Pentium connesso ad Internet e’ un rimpiazzo del regolo e della macchina da scrivere. La fusione fredda sara’ molto meno costosa, molto piu’ abbondante e meno inquinante. Sara’ qualitativamente migliore in modi che non possiamo nemmeno immaginare. Molti dei temi di questo libro sono scritti e aggiornati da articoli che ho scritto per la rivista Infinite Energy. Se i visitatori di LENR-CANR.org scaricano molte copie di questo libro ed esprimono entusiasmo, potrei espanderlo in una nuova versione. I lettori sono invitati a contattarmi con suggerimenti, correzioni e domande a: JedRothwell@mindspring.com
PARTE 1: Cos'è la Fusione Fredda Cap. 1: Una breve descrizione della fusione fredda In una biblioteca universitaria o nella biblioteca online di LENR-CANR i lettori troveranno centinaia di pubblicazioni che descrivono la fusione fredda da un punto di vista sperimentale e molte pubblicazioni che descrivono la teoria. Siccome questo libro riguarda una potenziale tecnologia, piuttosto che descrivere dettagliatamente specifici esperimenti, questa sezione è una breve, semplificata FAQ (acronimo per Frequently Asked Questions raccolta delle più frequenti domande). Per una trattazione più completa si rimanda a A Student’s Guide to Cold Fusion (17). Chi scoprì
la fusione fredda? Cos’è
la fusione fredda? Cos’è
l’eccesso di calore? La fusione
fredda è di origine chimica, nucleare o qualcosa d’altro? Se le
celle a fusione fredda sono un processo nucleare, perché non
sono estremamente calde? La fusione
fredda è un esperimento domestico facile ed economico?
La fusione fredda è difficile da replicare, e la reazione è spesso instabile. Il calore s’infiamma e scappa fuori, come il fuoco di legna umida e verde. Scarsamente comprese le reazioni fisiche in esperimenti di fondamentale importanza sono spesso come questo. Dal 1948 al 1952, i transistor esistevano solo come rari e delicati e costosi dispositivi di laboratorio che erano difficili da duplicare. Uno scienziato ricordava che “ nei primi tempi le prestazioni dei transistor erano inclini a cambiare se qualcuno sbatteva la porta”.(21) Per il 1955, milioni di transistor erano in uso e ognuno di quei prodotti di massa erano molto più sicuri dei migliori prototipi di laboratorio del 1952. La fusione
fredda è troppo bella per essere vera? L’alto
costo degli esperimenti significa che i macchinari alimentati a fusione
saranno costosi? Di che
cosa ci sarà bisogno per commercializzare la fusione fredda? Quanto
costerà rimpiazzare tutte le automobili alimentate convenzionalmente,
i generatori e gli altri macchinari con modelli alimentati a fusione
fredda? 1.Il calore
è il principale indicatore della reazione
Si sa che una
cella ha il potenziale di proseguire a produrre energia indefinitamente
perché il deuterio è convertito in elio così
gradualmente che la quantità contenuta nella cella può
durare anni- o secoli. Il catodo va incontro a piccoli cambiamenti
nucleari ( trasmutazioni), ma ancora, la velocità di cambiamento
è così piccola che può durare per anni. Solamente
cambiamenti fisici possono interrompere le operazioni a lungo termine:
qualche volta, i catodi diventano così caldi che vaporizzano
o fondono, ciò che porta la reazione ad una improvvisa fermata.
(vedi cap. 2, sez.6) I ricercatori dovranno imparare a prevenire queste
situazioni prima che siano costruite celle commerciali. 2. Uno
Sguardo Veloce Ad Un esperimento I calorimetri sono semplici nel principio, ma complicati durante l’attuale operazione. L’immagine 1.4 mostra la foto di un calorimetro di flusso.
L’immagine 1.5 mostra lo schema di un accumulatore montato all’interno di una scatola di legno. E’ una bottiglia di pirex con due pareti: un serbatoio contenuto all’interno di un altro serbatoio. Il serbatoio interno racchiude un elettrolito e il serbatoio o rivestimento protettivo esterno che lo avvolge contiene l’acqua di raffreddamento. Il catodo e l’anodo di fusione fredda sono nella parte interna, immersi nell’elettrolito, assieme ad un numero di dispositivi e sensori come ad esempio un apparecchio mescolatore magnetico che si trova sul fondo, il quale assicura l’uniformità della temperatura dell’elettrolito; un termistore per misurare la temperature dell’elettrolito; un paio di termistori per misurare la temperatura di raffreddamento dell’acqua lì dove entra ed esce dal serbatoio esterno e nello spazio superiore, un ricombinatore il quale previene l’esplosione dell’accumulatore, convertendo nuovamente in acqua l’ossigeno e l’idrogeno prodotti per elettrolisi.
L’immagine 1.6 è una versione schematica semplificata, che mostra solo il serbatoio esterno, o rivestimento, con l’acqua refrigerante che viene pompata attraverso di esso. L’acqua è fredda nel fondo da dove penetra nel rivestimento, e più calda nella parte posteriore da dove fuoriesce. Il termistore inferiore misura la temperatura d’ingresso, il termistore superiore misura la temperatura d’uscita. Supponiamo che: - I tester di
alimentazione mostrano 2,3 watt di elettrolisi che entrano nel serbatoio Come indicato nella foto (figura 1.4), l'intero serbatoio è annidato all'interno di una scatola di legno, la quale è all'interno di un'altra scatola di legno, tenuta ad una temperatura d'aria costante, più o meno 0,1°C. Gli apparecchi supplementari, non raffigurati qui, includono la pompa e la scala del peso e del sifone usata per misurare il flusso dell'acqua su una scala digitale entro il margine di 20 milligrammi al minuto. I vari tester e calcolatori di alimentazione registrano la portata, l'alimentazione dell’input, le temperature d'uscita e d'ingresso e così via. Il tutto funziona splendidamente quando funziona, ma assomiglia ad un modello in scala di linea ferrovia elettrica di HO: qualcosa va spesso male. Dovete sorvegliarlo e calibrarlo spesso. Ecco perchè i ricercatori preferiscono i più moderni calorimetri Seebeck completamente elettronici. Uno scettico potrebbe sospettare che qualcosa sia andato storto nel nostro esempio e che il ricercatore stia misurando in modo errato il flusso di acqua. Supponiamo che il flusso reale sia di 26 millilitri al minuto e non 30. Questo porterebbe l'equilibrio dell'alimentazione d'entrata e d'uscita a zero, non ci sarebbe più eccesso. Oppure lo scettico potrebbe ritenere che il tester di alimentazione non stia funzionando e che l'alimentazione in ingresso sia in effetti di 2,7 watt e non di 2,3. Il termistore d'ingresso potrebbe registrare 0.19°C di meno oppure dal lato d'uscita, l'acqua non può essere mescolata correttamente ed il termistore d'uscita potrebbe misurare una corrente di flusso calda d'acqua. Questi problemi produrrebbero una falsa lettura di 0,4 watt in eccesso, che il ricercatore riconoscerebbe immediatamente come errore di strumentazione, perché una reazione endotermica così forte e continuata è impossibile. (C’è una breve reazione endotermica di assorbimento di calore quando il catodo si carica. Questo si produce innegabilmente con la maggioranza dei calorimetri. Ma con un piccolo tipico catodo, sarebbe di gran lunga inferiore a -0,4 watt e nessun catodo potrebbe assorbire l'energia per molto.) Uno sperimentatore disordinato potrebbe effettivamente fare questi errori o una certa combinazione di loro. Questa è la ragione per cui gli esperimenti devono essere ripetuti ancora ed ancora, in molti e diversi laboratori, utilizzando apparecchiatura che sia stata testata e calibrata con cura. Con l’apparecchiatura attuale collegata a questo particolare calorimetro, uno sbaglio su questa scala sarebbe improbabile. Il flusso d’acqua, per esempio, è misurato su una bilancia elettronica con un margine massimo d’errore di 10 milligrammi. L'operatore può misurare la differenza fra 30,01 millimetri e 30,02 millimetri ed esegue frequenti test per assicurarsi che la bilancia funzioni correttamente, in modo che sia improbabile che possa confondere 30 millilitri con 26. Analogicamente, non misura esattamente 2.7 watt; utilizza un tester d'alimentazione computerizzato per misurare la corrente diretta fino ad un milliwatt di precisione. I ricercatori che misurano onde di forme più complesse si affidano a tester professionali di gradi che sono calibrati e certificati dal fornitore. E che costano anche fino a $16.000. Con la maggior parte dei calorimetri, anche solo una frazione di un watt può essere misurata con fiducia. Inoltre, l’effetto è stato misurato ripetutamente, in vari laboratori, utilizzando molti tipi di calorimetri. Anche se il nostro scettico a dubbi riguardo all’operazione di un calorimetro di flusso, il che è evidentemente piuttosto complicato, i suoi dubbi non potrebbero applicarsi ad altri tipi, come ad esempio calorimetri statici e Seebeck. Questi hanno anch’essi registrato un eccesso di calore durante gli esperimenti di fusione fredda. In altre parole, il calore non può essere una conseguenza prodotta dal disegno del calorimetro di flusso e non può essere un errore fatto da un unico ricercatore. La messa in opera
del calorimetro è la parte più semplice dell’esperimento.
Una persona esperta può farlo in pochi mesi. La parte difficile
è la selezione, la preparazione e la successiva evacuazione
del catodo con microscopi elettronici e spettrometri di massa. Questo
stadio può richiedere mesi o anni. Gli esperimenti di fusione
fredda sono spesso descritti come semplici dagli scettici o come “qualcosa
che qualunque allievo di scuola superiore possa fare”. (In effetti,
c’è un gruppo di studenti delle superiori che fanno questi
esperimenti e che hanno molto talento). Vivono nell’Oregon e
lavorano ad un programma onorario estivo in un’università
locale.) Gli scienziati della fusione fredda, in contrasto (alla fusione di plasma), hanno utilizzato una messa a punto “tanto semplice da togliere il fiato”: un vaso di vetro riempito d’acqua e collegato con 2 elettrodi come fosse una batteria… E siccome i fusionisti
hanno sostenuto di produrre solamente pochi minuscole quantità
di energia, possono razionalizzare i loro ambiziosi risultati ribattendo
che molti validi esperimenti si basano su piccole misurazioni… 3. Una Veloce ed effettiva comparazione tra Fusione al Plasma (Fusione Calda) e Fusione Fredda. La fusione al plasma o fusione calda (termonucleare) come viene spesso chiamato oggigiorno, è la stessa reazione che avviene nel sole. Come annotato precedentemente, la fusione fredda sembra fondere il deuterio per produrre dell’elio, rilasciando la stessa quantità di calore emanata dalla fusione termonucleare. La comparazione finisce qui. Per produrre un watt di calore, una reazione termonucleare genererà anche un flusso mortale di neutroni che ucciderà tutti gli osservatori, almeno che questi non si proteggano dietro ad uno scudo d’acciaio o di piombo. Un reattore nucleare tokamak irradierebbe i dintorni con effluenti radioattivi tanto pericoloso quanto quelli generati dai reattori di fissione dell’uranio, e molto più pericolosi dei più avanzati reattori idroelettrici di fissione. L’imminente costruzione del reattore sperimentale ITER tokamak costerà circa 5 bilioni di dollari. Nessuno può indovinare quanto costerà un reattore nucleare effettivamente funzionante, ma probabilmente sarà una cifra compresa tra decine o centinaia di bilioni di dollari, rendendo questo processo di generazione elettrica il più dispendioso mai escogitato. I reattori tokamak sarebbero così costosi che solo pochi di essi potrebbero essere costruiti e sarebbero così radioattivi che sarebbe prudente costruirli lontani dalle città, di conseguenza l’elettricità dovrà essere trasmessa coprendo lunghe distanze o convertita in idrogeno e trasportato attraverso condutture. (Se genereremo idrogeno nelle località remote, sarebbe molto più economico utilizzare turbine a vento nel Dakota e nel Texas, le quali potrebbero rifornire abbastanza energia per tutti gli U.S. L’energia dal vento è intermittente, ma se viene convertita in idrogeno, questo non avrebbe più importanza.) Ricerche sulla fusione termonucleare sono state fatte per oltre 60 anni ed sono costate circa 1 bilione di dollari l’anno, con migliaia di scienziati che hanno lavorato a tempo pieno. Nonostante questo, i progressi verso dispositivi pratici sono stati irrisori. La ricerca della fusione fredda ha continuato per 16 anni con un costo di approssimativamente 100.000 dollari l’anno, con appena una dozzina di scienziati volontari e professori in pensione, ma enormi progressi sono stati fatti ed è più vicino ad un prodotto pratico e commerciale di quanto lo sia o possa mai diventare la fusione al plasma. La più grande reazione termonucleare della storia a prodotto 10.7 megawatt, che sono di gran lunga superiori all’energia prodotta dalla fusione fredda, ma è durata solo una frazione di secondo, ha quindi approssimativamente generato 6 megajoule d’energia. Dozzine di sperimenti sulla fusione fredda hanno dimostrato di meglio. Come annotato in precedenza, alcuni hanno prodotti centinaia di megajoule. Il flusso di calore è decisamente meno importante, ma prosegue per settimane o mesi, fino a quando questa tartaruga di fusione fredda sorpassi questa lepre di fusione termonucleare. Forse questo confronto è ingiusto, perché gli scienziati di fusione al plasma non hanno provato a produrre una grande quantità di energia, ma hanno tentato di raggiungere due obbiettivi: un pareggio ed una reazione di auto sostentamento. Pareggio significa che l’energia in uscita dalla macchina è uguale all’energia in entrata richiesta per sostenere la reazione. In una reazione che si auto sostiene o in una reazione completamente avviata, la macchina si mantiene in funzione senza ulteriore alimentazione in ingresso. Il pareggio è stato il Santo Graal della fusione termonucleare per quasi 50 anni. Molti testimoni dicono che questo obbiettivo sia ancora remoto. Qualcuno ha paragonato le ricerche della fusione al plasma al tentativo di raggiungere lo spazio remoto costruendo aerostati sempre più grandi. La fusione fredda ha raggiunto tutti e due gli obbiettivi un paio d’anni dopo che fu annunciata. Le cellule della fusione fredda hanno spesso generato un’energia maggiore di quella elettrochimica in ingresso e le cellule di fusione fredda caricate a gas non hanno energia esterna in ingresso, solo in uscita, sono quindi auto sostentatrici. I reattori di
fusione al plasma costano molto più dei reattori a fusione
fredda. Per ragioni sia tecniche che economiche, un generatore elettrico
termonucleare funzionerebbe probabilmente soltanto come macchina su
vastissima scala, per rifornire un'intera città. Alcuni osservatori
hanno suggerito che dovrebbero essere costruiti così grossi
che una manciata rifornirà tutti gli U.S. I dispositivi di
fusione fredda possono essere di qualunque misura. Un generatore termonucleare
sarebbe molto più grosso e più complicato dei generatori
elettrici convenzionali di similari capacità. Il reattore mostrato
nell’immagine 1.7 è solo sperimentale e non era stato
previsto per produrre energia ad alta densità, comunque, 10.7
megawatt non è molto per una così gigantesca macchina.
Molti dispositivi sperimentali vengono ridotti, non il contrario,
ma perfino un tokamak sperimentale non funziona almeno che non sia
gigantesco. Questo non è un impianto pilota. Non vi è
nessun generatore d’elettricità qui, ma solo il tokamak
e gli strumenti utilizzati per misurare la reazione. In effetti, nessuno
ha mai iniziato a lavorare su metodi pratici per catturare le radiazioni
del tokamak e convertirle in calore proficuo. Il motore di una locomotiva
o di un elicottero produce 15 megawatt di puro calore ed è
decisamente molto più piccolo di questo. La densità
energetica della fusione fredda è alta, quindi un motore a
fusione fredda dovrebbe essere compatto quanto un motore a combustione.
2 - La fonte energetica ideale La fusione fredda è stata definita la sorgente di energia ideale: infatti, non produce inquinamento; il combustibile è inesauribile; è migliaia di volte più economico delle altre convenzionali forme di energia; ed è una forma di energia compatta, ovvero possiede una elevata densità sia di potenza che di energia, che sembra essere circa milioni di volte maggiore rispetto all’olio combustibile, al carbone o agli altri combustibili chimici; una singola piccola carica di acqua pesante come combustibile durerà per decenni. La densità di potenza è tanto quanto il cuore di un reattore a fissione di uranio, ma la fissione richiede gigantesche e pesanti opere di schermatura e reattori centralizzati, mentre i motori a fusione fredda saranno piccoli e simili ai motori a combustione interna a gasolio. Questi vantaggi sono così ragguardevoli che producono nella gente una sensazione che la fusione fredda deve essere “troppo bella per essere vera”. Ancora, la fusione fredda non ha solo questi unici pregi. La seguente tabella mostra tutti i suoi pregi rispetto a quelli delle altre fonti energetiche.
I generatori eolici, solari e idroelettrici non inquinano significativamente, e tutti e tre derivano dall’energia solare che è inesauribile. In ogni caso, la potenza ricavata da queste sorgenti è limitata, possono essere installati solo in determinate località che sono spesso lontane da dove è necessario disporre dell’energia prodotta. I fiumi continueranno a scorrere ancora per miliardi di anni, così che la potenza idroelettrica che può essere ricavata può considerarsi inesauribile, ma questa risorsa è già sfruttata: vi sono pochi fiumi adatti su cui costruire dighe nei paesi sviluppati. L’energia solare è intermittente, non disponibile di notte o in condizioni di cattivo tempo e la sua densità di potenza è molto bassa. L’energia eolica nel Nord e Sud Dakota e Texas possono teoricamente supplire a tutta l’elettricità degli U.S. (34), (35) ; sfortunatamente, però, il Nord e Sud Dakota sono lontani dai centri altamente popolati, e l’energia elettrica non può essere trasportata per migliaia di kilometri. L’energia eolica può essere utilizzata per produrre gas idrogeno, il quale può essere trasportato a lunghe distanze tramite idonee condotte e utilizzato per produrre energia elettrica in celle a combustibile. Questo potrebbe avere un vantaggio aggiunto di poterlo stoccare in prossimità degli impianti e utilizzato su richiesta, ma ciò sarebbe moto costoso e avrebbe bisogno di tempi molto lunghi oltre a centinaia di migliaia di turbine; negli U.S.A., approssimativamente tante quante sono le attività commerciali di trasporto. L’energia eolica è molto più interessante in Europa. Impianti eolici off-shore nel Mare del Nord possono produrre più di quattro volte l’energia ora usata in Europa (36). Mettendo da parte gli aspetti teorici, strettamente da un punto di vista ingegneristico, la fusione fredda non ha solo un aspetto che la rende diversa dalle altre sorgenti di calore. Essa non è più calda o più intensa della fiamma. Il combustibile è disponibile in quantità illimitate e non costa nulla, ma la stessa cosa può essere detta per la luce solare. Ha una durata milioni di volte maggiore dei combustibili chimici, ma non è uranio. E’ perfettamente sicura anche se può dirsi la stessa cosa per la luce solare, il vento o l’energia idroelettrica. Nessun’altra singola fonte energetica mette insieme tutti i vantaggi della fusione fredda. La fusione fredda non è una strana scienza frutto di invenzione. Essa non può produrre immani esplosioni come la bomba termonucleare e non può generare radiazioni da decadimento, come può derivare dal nocciolo di un reattore a fissione nucleare.
A prima vista la fusione fredda può sembrare impossibile. Essa è una fonte di potenza nucleare, anche se non produce radiazioni penetranti pericolose, o sottoprodotti radioattivi. Molte persone ritengono che tutte le sorgenti energetiche nucleari necessariamente producano radiazioni pericolose, come succede ai reattori nucleari convenzionali a fissione ovvero ai reattori tokamak a fusione. Il plutonio-238 , invece, genera solo calore senza produrre radiazioni o sottoprodotti pericolosi. Esso produce radiazioni alfa, che però possono facilmente essere schermate con sottili barriere costituite da fogli di alluminio o di carta. La fusione fredda produce anche particelle alfa (nuclei di elio), pure facilmente schermabili. La NASA, per i propri veicoli spaziali, usa generatori (RTG) (37) termoelettrici di radioisotopi che sono molto resistenti; uno malfunzionante è stato distrutto un momento dopo il lancio. L’RTG è stato recuperato sulla superficie oceanica in ottime condizioni, e poi utilizzato in un'altra missione. Sebbene l’RTG stesso non sia pericoloso e ragionevolmente sicuro da maneggiare, l’isotopo dei plutonio 238 è molto raro, il suo costo vale centinaia di migliaia di dollari al kilgrammo e deve essere separato da tonnellate di plutonio e uranio, elementi estremamente pericolosi. L’RTG non riduce quindi i rischi collegati con il materiale radioattivo. La figura 2.1.
mostra l’RTG usato nella missione spaziale CASSINI. Il tempo
di dimezzamento della vita del plutonio-238 è di 88 anni, e
diversamente dalla fusione fredda, il decadimento radioattivo non
può essere spento, cosi che il reattore in questa foto è
già caldo e lo rimarrà per centinaia di anni. Un reattore
nucleare convenzionale richiederebbe pesanti schermature; la donna
a destra non potrebbe mai essere capace di stare nelle immediate vicinanze.
La sonda Cassini ha tre di questi generatori RTG. Ognuno possiede
8 kg di plutonio, che producono 0,56 watt di potenza termica per grammo,
con una resa termica globale di 4.480 watt. L’efficienza di
conversione è bassa, e la potenza elettrica in uscita è
di solo 285 watt (38, 39).
Le celle al palladio a fusione fredda hanno prodotto densità
di potenza elettrica considerevolmente maggiori, e sono ora disponibili
motori termici con efficienze più grandi, così che un
generatore a fusione fredda oggi dovrebbe essere molto più
piccolo e compatto rispetto a quello mostrato in figura.
Piccoli RTG sono stati usati come batterie per Pacemaker (fig. 2.2.). Essi sono stati successivamente impiantati su centinaia di pazienti. Hanno una durata molto più grande delle batterie chimiche: circa 20 anni. Non vi sono rischi di ingestione nei pazienti, a meno che deliberatamente non venga rotto il contenitore del pacemaker e se ne respiri le polveri (40, 41). Comunque, essi sono stati posti fuori mercato a causa dei timori di cosa potrebbe accadere dopo la morte del paziente. Se il pacemaker non è rimosso e conservato con cura, esso può essere un pericolo per la salute.
Il comportamento del dispositivo a fusione fredda dovrebbe essere simile a quello della NASA RTG o pacemaker al plutonio, ma i materiali usati nella sua costruzione dovrebbero essere comuni, metalli sicuri al posto di isotopi rari. Tutti i metalli in partenza sono sicuri. In pochi esperimenti esso è diventato leggermente radioattivo dopo un suo intensivo uso, e alcune celle hanno prodotto trizio, ma gli esperti confidano che ciò possa essere evitato nelle celle commerciali future. Anche se viene prodotta una piccola quantità di trizio, ciò non sarebbe comunque un problema di salute pubblica. Prodotti di consumo come le insegne che indicano l’uscita negli uffici contengono molto più trizio rispetto alle celle a fusione fredda. Vi sono minute quantità di materiale radioattivo in altri strumenti usati negli ambienti famigliari o di lavoro, come l’americio nei rilevatori di fumo. Vi sono anche quantità di materiali radioattivi naturali nelle costruzioni, come il gas radon che si raccoglie in alcuni seminterrati. Il carbone è la sorgente più rilevante dell’inquinamento radioattivo. Nel globo, la combustione del carbone ha rilasciato approssimativamente 8.960 tonnellate di torio e 3.640 tonnellate di uranio radioattivi (42). La fusione fredda non avrebbe rilasciato nell’ambiente niente di questo pattume! Essa consumerebbe solo 1.200 tonnellate di deuterio. Anche se tutte queste 1.200 tonnellate dovessero diventare trizio (cosa peraltro impossibile) ancora non sarebbe peggio del carbone. In ogni caso vi sarebbe un minimo rilascio di materiale radioattivo in quanto le celle sarebbero sigillate come le odierne batterie d’automobile. Le batterie sono riempite con pericolose sostanze acide o caustiche ma raramente si rompono o causano danni. Le celle a fusione fredda sono egualmente affidabili. Non sarà difficile isolare e riciclare quel poco di materiale radioattivo delle celle di scarto. Se vi fosse qualche prolungamento della durata dell’emissione della radiazione, le celle potrebbero essere munite di appositi allarmi, simili ai rilevatori di fumo. (Un rilevatore di fumo è in realtà un rilevatore di particelle a che fa scattare un allarme quando le particelle sono assorbite dal fumo. E’ semplice, poco costoso, sensibile e affidabile.) Il plutonio-238 è un rischio per la salute quando viene ingerito perché le particelle a danneggiano gradualmente il tessuto immediatamente a contatto con il metallo. Se si respira un frammento di plutonio e viene trattenuto nei polmoni, dopo diversi anni può provocare il cancro. Il decadimento radioattivo non può essere spento, mentre la fusione fredda può essere fermata come si ferma l’emissione delle particelle a; così, anche se una persona ingerisce una piccola quantità di catodo della fusione fredda (in gravi incidenti, come viene detto), non ci sarebbero danni graduali ai tessuti incontrati dal frammento di plutonio. 2. Altri vantaggi dei motori termici che possono essere usati con la fusione fredda. Il generatore
termoelettrico della missione Cassini è estremamente affidabile.
Uno dei primi RTG della NASA è stato messo a bordo del PIONEER
10 nel 1972, e continua a funzionare impeccabilmente da 30 anni, generando
potenza nello spazio più profondo. I congegni termoelettrici
sono affidabili in quanto non hanno parti in movimento. Sono stati
sviluppati diversi tipi di questi sistemi, inclusi i vecchi tubi di
radio allo stato di plasma, ma i più affidabili sono quelli
allo stato solido. In un lontano futuro, tutta l’energia elettrica
sarà prodotta da generatori di potenza a fusione fredda. Il
problema di oggi è che l’efficienza è bassa ed
i costi sono alti. Questi generatori convertono solo il 5 –
10 % del calore in energia elettrica lasciando il resto come calore
residuo di scarto. Attualmente, alcuni prototipi hanno dimostrato
efficienze di conversione fino al 20 %. Alcuni scienziati, compreso
il ricercatore sulla fusione fredda Peter Hagelstein, dicono che si
può arrivare a dispositivi molto più efficienti, che
possono raggiungere rendimenti del 50 – 80 %. Questo sarebbe
ideale per la fusione fredda in quanto, in questa maniera, sarebbero
assai migliori delle turbine a gas e di altri motori termici, e potrebbero
far risparmiare enormi quantità di combustibili fossili. 3. A cosa possono assomigliare le celle a fusione fredda? A prima vista
possono assomigliare ai bollitori odierni di acqua calda, riscaldati
a gas o tramite resistenza elettrica: esso dovrebbe essere un largo
serbatoio isolato termicamente. Nella parte bassa, dove è collocato
il bruciatore del gas, ci sarebbe una cella a fusione fredda da 12
kW. Celle a fusione fredda hanno già raggiunto alte densità
di potenza, sufficienti e adatte a questo spazio. 4. Come debbono essere fatte le celle Le celle a fusione
fredda, dovrebbero essere costruite con le stesse difficoltà
riscontrate nella fabbricazione delle batterie elettriche, alle quali
assomigliano per certi aspetti. Quando il concetto fisico sarà
stato compreso ed il primo prototipo reso disponibile, molte industrie
entreranno in competizione e si arriverà ad una rapida caduta
del prezzo. Certamente, le batterie non necessitano di alta tecnologia,
le loro linee di produzione sono controllate con cura, ma il capitale
d’investimento e l’esperienza necessarie sono molto meno
rilevanti rispetto , per es., ad una fabbrica d’automobili oppure
una centrale elettrica da 1000 MW di potenza. Le linee di produzione
delle batterie debbono essere pulite ed esenti da contaminazioni,
ma non necessitano dei costosi ambienti standard delle linee di produzione
dei semiconduttori. Una linea di produzione di batterie può
essere avviata nel corso di qualche mese e si possono acquistare linee
di produzione di batterie da soli (vedi il siti INTERNET della United
Power Enterprises Co, Ltd, di Hong Kong). In un futuro non troppo
lontano, è auspicabile che queste ed altre industrie venderanno
linee di produzione di celle a fusione fredda, e migliaia di altre
coopereranno con queste ultime.
Molte delle prime celle a fusione non saranno probabilmente più grandi e più potenti delle batterie a celle D, poiché si avranno componenti più efficienti a parità di watt disponibile. Si sa che la fusione
fredda non richiede una lavorazione particolarmente delicata, difficile
o specialistica in quanto alcune celle sperimentali, come quella costruita
da Mizuno (Capitolo 1) ha quasi raggiunto un uso commerciale di generazione
di calore ad alta temperatura. Alcuni professionisti elettrochimici
fanno queste celle da soli. Bisogna assicurarsi che questi tecnici
siano qualificati, accurati e ordinati al fine di evitare contaminazioni.
Essi usano acqua ultrapura Milli-Q e reagenti puri certificati al
99,9 %, ma le loro officine ed i loro strumenti non sono certamente
pulitissimi e le celle si adattano all’incirca come ogni oggetto
fatto a mano. 5. Comparazione dei costi con i combustibili fossili.
La produzione
annuale derivante da queste tre principali fonti fossili è
di 335 quads. Altre importanti fonti energetiche – includendo
il gas naturale liquefatto, il nucleare, l’idroelettrico, la
geotermia e altre (incluso l’eolico) – aggiungono altri
68 quads, portando a 403 quads (dati 2001) il totale dell’energia
prodotta.
L’acqua pesante costa oggi al dettaglio intorno ai 1.000 $/kg per vari gradi di purezza, sebbene una società Cinese ha recentemente spedito messaggi e-mail offrendo acqua pesante al 99,85 % a 460 $/kg. In grandi quantità, il suo costo è di circa 300 $/kg (50). Una industria di produzione di celle a fusione fredda dovrà avere i propri impianti di estrazione del deuterio dall’acqua ordinaria in sito, cosicché si pagherà un prezzo a corpo; con la fusione fredda, il prezzo scenderà del 50 – 80 % e forse più, in quanto il maggior costo di produzione è da imputare al costo energetico. In altre parole, solo una piccola frazione dell’acqua pesante sarà destinata alla produzione degli impianti stessi, circa lo 0,05 %. Questo almeno dovrebbe valere con le tecniche di estrazione attuali, che sono poco efficienti e non hanno subito miglioramenti dal 1940. La Mitsubishi ed altre industrie hanno proposto nuovi, più efficienti, poco inquinanti metodi di estrazione dell’acqua pesante, e l’Atomic Energy of Canada Ltd sta testando uno di questi metodi in un impianto pilota ad Hamilton, ON. (51). Ma anche con gli attuali poco efficienti metodi, la fusione fredda potrebbe ridurre i costi di produzione dell’acqua pesante intorno a 100 $/kg. Con il progredire
della tecnologia il costo scenderà sotto i 50 $/kg e riciclando
l’acqua pesante delle celle esauste si avrà un costo
ancora più economico tanto da arrivare a qualche dollaro per
kilogrammo. Per sostituire tutti i combustibili fossili si dovrebbe
avere probabilmente bisogno di 15 ton di acqua pesante vergine e 2.000
ton di acqua pesante di riciclo al giorno. Tra le altre cose,
il consumo medio delle automobili sarà circa di un grammo all’anno
di acqua pesante; ciò assumendo che i motori termici a fusione
fredda di prima generazione avranno una efficienza degli odierni motori
a combustione interna, convertendo solo il 20 % dell’energia
per la propulsione del veicolo. (E’ difficile immaginare che
essi avranno in futuro un rendimento minore. Ci vorrebbe un genio
perverso per concepire un moderno veicolo, energeticamente più
dispendioso delle automobili di oggi. La media dei passeggeri U.S.A.
nelle auto è di 11.766 miglia (18.936 km) all’anno, consumando
532 galloni di carburante (2.014 litri) (53).
La combustione genera 70.000 megajoule di energia termica primaria,
dei quali solo 14.000 megajoule utilizzati per la propulsione dell’autoveicolo.
La propulsione degli autoveicoli finisce quindi per surriscaldare
l’atmosfera. Tutta l’energia alla fine degrada in calore
di rifiuto, ovvero aumenta l’entropia dl sistema.
(17) Storms, e., A student’s guide to cold fusion. 2003, LENR-CANR.org
http://lenr-canr.org/acrobat/StormsEastudentsg.pdf ....... (33) Krakowski, R.A., e Al., Lessons Learned from Tokamak Advanced
Reactor Innovation and Evaluation Study (ARIES). 1993, Los Alamos
National Laboratory.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||