Architettura autoscaldante
tratto da www.lifegate.it
11/02/2003
Con il "sistema ad accumulo di energia solare" si riesce a riscaldare un edificio sfruttando il sole senza ricorrere a collettori solari o altre fonti di energia rinnovabili o no.

Quando ci poniamo la domanda riguardante l'uso dell'energia alternativa, rinnovabile o ad impatto ambientale
"limitato", ecco che molte proposte vengono fatte ma pochi casi concreti realizzati. Con la scuola a
Vella (Svizzera) i due architetti Andrea Deplazes e Valentin Bearti volevano costruire un tipo di edificio a risparmio
energetico che fino ad oggi si trova più sulla carta, come bella teoria, che nei fatti. Si tratta di utilizzare
l'energia solare-passiva, cioè direttamente il calore del sole. Secondo Andrea Deplazes nel campo dell'architettura
la tecnica può essere vista come "massa progettuale, qualcosa che si può modellare e un mezzo
per raggiungere uno scopo".
Nella scuola di Vella non ci sono caloriferi, né una caldaia centralizzata in cantina e neppure collettori
solari sul tetto. Come funziona allora il riscaldamento?
L'edificio è un accumulatore di energia solare, grazie alle sue componenti costruttive massicce. E' proprio
quest'ultima la prerogativa indispensabile affinché l'edificio possa assorbire, il più velocemente
possibile, calore dall'energia solare passante per le grandi finestre. Altre due componenti essenziali sono: uno
strato isolante di 12 cm ricoperto da 3 cm d'intonaco e un impianto di ricambio d'aria di piccola quantità
(0,5) per garantire aria fresca e togliere quella viziata.
Per far sì che la scuola fosse un corpo architettonico-costruttivo ad accumulo di energia solare, i due
architetti hanno realizzato alcuni accorgimenti specifici. Poiché le pareti erano inadatte a questo scopo
(usate per lavagne, armadi, scaffali, ecc) vennero scelti i soffitti e i pavimenti. I soffitti sono realizzati
in cemento armato con scanalature trasversali (per un miglior assorbimento del calore), i pavimenti in pietra quarzite.
Per portare il massimo di energia solare al soffitto sono stati predisposti alle finestre delle lamelle in alluminio
riflettente, mentre i raggi diretti vanno ad accumulare calore nel pavimento di pietra.
Gli stessi elementi costruttivi che permettono l'accumulo di energia solare, aumentano ulteriormente il risparmio
energetico dell'edificio in quanto le lamelle in alluminio riflettenti non diffondono soltanto il calore solare
al soffitto, ma creano anche un'illuminazione diffusa negli ambienti (oltre a prevenire bagliori in prossimità
delle finestre). Il soffitto scanalato permette un'acustica diffusa e anche l'alloggiamento della luce a risparmio
nelle sue scanalature, le quali evitano effetti di bagliore indesiderato.
Con la realizzazione di questa scuola Andrea Deplazes e Valentin Bearti hanno portato la ricerca teorica nella
quotidianità.
Tomaso Parente
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