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Il
21 aprile è cominciata a Roma la conferenza sulla coerenza.
Il giorno 26 è stata dedicata al «Ciclo e la Chimica
Fisica dell'Acqua»
Questo
un riassunto a cui seguono repliche e spunti sulla giornata.
Buona
lettura.
Attorno al tema dell'acqua un convegno di grande
attualità: dalle problematiche sanitarie a quelle ecologiche,
dalle nuove teorie alla fusione fredda
Al Dipartimento di Chimica dell'Università romana «La
Sapienza» la giornata di «Coherence2006» è
stata dedicata al «Ciclo e la Chimica Fisica dell'Acqua».
In primo piano notevoli approfondimenti teorici e sperimentali che
potrebbero apparire lontani dalle applicazioni concrete, ma che in
realtà hanno presentato anche aspetti di tipo sanitario come
potabilità e terapeuticità delle acque, tossicologia
chimica e fisica da oligoelementi naturali e antropici che condizionano
il ciclo biologico marino terrestre animale e umano. Temi trattati,
tra gli altri, da Mario Russo ordinario di Chimica analitica all'Università
del Molise e da Giancarlo Pantaleoni Ordinario di Farmacologia all'Aquila;
fino al bilancio terrestre delle acque di cui ha parlato Jerome Benveniste
dell'Esa.
Gli aspetti più controversi della fisica dell'acqua, sono stati
trattati da Luca Gamberale (fisico dei Pirelli Labs) e Mikhail Zhadin
(vicedirettore dell'Istituto di Biofisica cellulare di Punschino Mosca)
che hanno mostrato sviluppi teorici e sperimentali di rilievo e da
Fulvio Bongiorno (matematico di RomaTre) che ha affrontato aspetti
di filosofia della scienza e relativa base matematica che dovrebbero
consigliare ai vari pasdaran delle presunte ortodossie maggiore prudenza
nell'imbracciare la spada contro nuove teorie e nuovi esperimenti.
Delle applicazioni industriali delle nuove teorie sulla coerenza applicata
alla materia ed alla vita ha parlato Ubaldo Mastromatteo di Stm Spa
(che ha affrontato in particolare la questione del secondo Principio
della termodinamica, la vita e il diavoletto di Maxewell), oltre che
Gamberale.
I temi sviscerati dal convegno potrebbero avere ripercussioni sociali
e sanitarie, anche nel vasto campo delle influenze cronobiologiche
e biometeorologiche sull'acqua corporea che sono al centro di sviluppi
teorici e sperimentali di grande complessità e di grande fascino
presentate dal gruppo di Medici della Sapienza (Alba Pisani, Mariano
Bizzarri, ecc.) e da Natasha Bobkova di Mosca che ha trattato il trattamento
della Malattia dell'Alzhaimer con campi magnetici, che si sono integrati
nella discussione delle equazioni della coerenza presentate da Luca
Gamberale e Yogi Srivastava.
Sono state giornate intense di approfondimenti sui temi caldi con
accese discussioni come quelle sulla relazione di Francesco Celani,
cui è seguita una replica, con grossi miglioramenti, ai Lnf-Infn,
dell'esperimento di Yoshiaki Arata 1955: conseguenze per la Fusione
Fredda ed implicazioni sperimentali nell'immediato futuro.
Luca Gamberale ha anche approfondito gli aspetti matematici della
sua relazione con un intervento di Vincenzo Valenzi sulle applicazioni
biologiche delle equazioni coerenti e del potenziale vettore ai fenomeni
iperconduttivi che si manifestano nel corpo umano e che sembrano regolarne
molte funzioni fisiopatologiche.
I commenti sulla conferenza da parte dei partecipanti sono stati di
grande soddisfazione, per tutti vale il commento di Mikhail Zhadin
«What a wonderful conference!...». I lavori erano stati
aperti da Aldo Laganà Direttore del Dipartimento di Chimica
che ha ospitato l'evento.
In margine a «Coherence 2006»
Ubaldo Mastromatteo interviene sul brevetto Arata e sulla
violazione nei viventi del secondo principio della termodinamica
Molto di quello che si è detto durante «Coherence 2006»
deve essere ancora «metabolizzato» ma soprattutto essere
confrontato e dare la possibilità di un ulteriore spazio dialogico.
Tuttavia ci sono già spunti che meriterebbero una divulgazione
immediata per favorire una conoscenza più ampia con
tutti i benefici che derivano dal dibattito.
È il caso del cosiddetto brevetto di Arata, positivamente replicato
all'Infn di Frascati da Francesco Celani e collaboratori, di cui Celani
stesso ha raccontato i dettagli e illustrato le foto dell'apparato
in funzione. Si tratta delle conseguenze sperimentali sulla Fusione
Fredda e implicazioni pratiche possibili che derivano dall'esperimento
di Yoshiaki Arata del 1955.
«Simili risultati – sottolinea Ubaldo Mastromatteo
- debbono essere portati all'attenzione di un pubblico più
vasto perché sono alla base di sviluppi imprevedibili nel settore
della produzione di energia. In effetti tutti vorrebbero
che la situazione attuale sulle fonti energetiche non fosse, come
ho mostrato dati alla mano con la mia relazione, con un futuro a tinte
fosche se non proprio nere. L'esperimento di Arata, è fondamentale
almeno per due ragioni. La prima consiste nel fatto che, indipendentemente
dai risultati in termini di eccesso di calore, tutti gli esperimenti
basati sul caricamento elettrolitico del palladio, diventano credibili
e non possono essere sottoposti a critiche riguardanti l'impostazione
dell'apparato sperimentale. La seconda ragione riguarda invece gli
effetti sull'atteggiamento di disprezzo da parte di numerosi esponenti
della nomenklatura scientifica (chimici e fisici) nei riguardi di
tutti coloro che operano in ambiti scientifici di frontiera, come
la fusione fredda, che sono considerati come minimo ignoranti e come
massimo imbroglioni e truffatori. Mentre invece (sempre a partire
dalla replica del metodo di Arata), si evince che si tratta al solito
di persone che con onestà intellettuale e acume cercano di
guardare la realtà oltre le apparenze. Come è stato
sottolineato durante “Coherence 2006” conviene procedere
adesso con altre evidenze sperimentali che diano la spallata
finale a simili atteggiamenti antiscientifici e assolutamente
controproducenti per tutta la società di cui facciamo parte».
Altro argomento caro a Mastromatteo è l'importanza che sta
alla base delle sue tesi che ha ereditato e meglio formalizzato, riguardanti
la violazione nei viventi del secondo principio della termodinamica.
«La dimostrazione di simili tesi – dice- vista la descrizione
confusa che traspare dalle lezioni universitarie ai biologi, ai bioingegneri
ecc., di sicuro derivante da ignoranza su alcuni aspetti della termodinamica,
merita un grande riconoscimento (non per me, ovvio, ma per chi ha
lasciato queste tesi in eredità). Insisto quindi, per chi andrà
a vedersi la mia presentazione fatta a Coherence 2006, nell'affermare
che lo sviluppo di un vivente (per semplificare ci
siamo riferiti a vegetali), in condizioni di equilibrio termico
e radiativo, è dimostrazione della violazione del secondo principio
della termodinamica in quanto si ha una trasformazione con
aumento dell'energia libera in condizioni in cui questo è impossibile.
Le implicazioni di questo fatto, mi piace ricordare, non trovano obiezioni
di carattere scientifico, poiché siamo di fronte a fatti osservabili,
misurabili e riproducibili, ma piuttosto le obiezioni, mascherate
di scientificità, sono invece di carattere filosofico/esistenziale.
Infatti questa legge dell'entropia negativa o dell'antientropia, o
come la vogliamo chiamare, non facendo gruppo con tutte le altre leggi
della fisica e relativi principi di conservazione, implica
che gli esseri viventi non possano derivare da sistemi non viventi
comunque complessi: chi ha orecchi per intendere intenda».
(01 Maggio 2006)
scarica la presentazione
di U. Mastromatteo (1,8Mb)
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