| FUSIONE FREDDA:
UNA REALTA' DA NON FARSI SFUGGIRE Introduzione Fusione Fredda. Un nome che evoca un senso di vana speranza, di occasione
mancata. Ma allora l’annuncio fatto nel lontano 1989 è rimasto
solo un utopia? Così sono andato ad intervistare un abitante del mondo silenzioso, il Professore Emilio Del Giudice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano, una delle menti coraggiose che qui in Italia ha reso possibile la descrizione scientifica del fenomeno. E ha reso un pò meno silenzioso questo mondo sconosciuto ai più. Ci farà capire a che punto è veramente oggi la comprensione del fenomeno Fusione Fredda che, per dirla in due parole, altro non è che un meccanismo che la natura utilizza per sedurre due nuclei e farli fondere insieme. Utilizzando pochissima energia e liberandone tanta. Una moltiplicazione che fa pensare ad un vero miracolo. Ma, sembra, che non siamo ancora pronti ad accettare tanta abbondanza. L'intervista Roy V.: Io, come tante altre persone, sto cercando di portare un’informazione onesta e trasparente sulla realtà odierna della fusione fredda poiché sembra che l’opinione comune, anche a volte di professori universitari, sia rimasta a pochi mesi dopo l’annuncio di Fleischmann e Pons, come se tutto si fosse fermato lì punto e basta. Quasi nessuno è consapevole degli enormi passi avanti che sono stati ottenuti, e proprio in Italia, grazie a Lei e al pool del Prof. Giuliano Preparata. Potrebbe raccontarci brevemente cosa è stato effettivamente dimostrato e capito? E. Del Giudice: Si può ritenere assodato
che il fenomeno fisico della Fusione Fredda che avviene in celle elettrolitiche
adoperando il metodo di Fleischmann e Pons (vedi box)
o varianti come quelle suggerite da Giuliano Preparata e come replicata
dal nostro gruppo all’ENEA di Frascati, esiste, è provato
e nelle sue linee essenziali è conforme a quella che è
la predizione teorica. Quello che non è ancora risolto pienamente
è il problema della captazione dell’energia prodotta da
utilizzarsi per usi pratici, cioè l’ingegnerizzazione.
C’è da comprendere che mentre l’energia, poniamo
di origine chimica o meccanica, è un’energia che viene
prodotta lentamente e quindi si diffonde in senso termodinamico, ovvero
viene emessa in forma di calore, l’energia della fusione fredda
è emessa in modo molto veloce, inizialmente in forma di un’eccitazione
elettromagnetica che poi man mano degrada in termini di frequenza e
una parte di essa viene assorbita dalla materia circostante sottoforma
di calore. Però una parte cospicua vola via in forma di radiazioni.
Semmai ancora non è chiaro se esistono anche altre vie alternative (al metodo Fleischmann e Pons), perché differenti ricercatori in giro per il mondo hanno ottenuto energie in eccesso seguendo strade diverse. Quindi ci possono essere più modi per ottenere l’effetto, che sono da vagliare più approfonditamente. Roy.: Si riferisce anche all’esperimento di Mizuno e Ohomori (vedi box) effettuato con tungsteno e acqua normale? Questa configurazione molto economica è stata replicata e anche implementata qui in Italia dai ricercatori Iorio-Cirillo che proprio su Progettomeg.it seguiamo oramai da 2 anni. E.D.G.: No. Dobbiamo specificare che una cosa è la fusione fredda e una cosa sono le trasmutazioni nucleari a debole energia, come quelle ottenute dai giapponesi. Sono capitoli interessanti però parliamo di due cose diverse. Certo si sono aperte molte strade, ognuna delle quali ha il valore che ha, c’è quella che vale di più, quella che vale di meno, io non sono competente in tutti questi campi, qualche strada l’ho capita, qualcun’altra no. Roy: Quindi, tornando al sodo, si può
dire che la natura nucleare della fusione fredda è stata dimostrata
in modo scientifico e univoco? Ed anche l’eccesso di energia? Roy: Quindi a livello scientifico le
cose sono chiare e definite? Roy: Sembra proprio sia così!
Giusto in questi giorni (mettere data e link) è uscito un articolo
su il Giorno in cui si parla del progetto I.T.E.R.(l’International
Thermonuclear Experimental Reactor) e dove si accenna alla F.F. come
se fosse ancora un’abbaglio, e danno dei tempi di 40 – 50
anni per la realizzazione di questo progetto. Le ho portato
una copia da leggere... (n.d.I a questo punto il Prof. effettua una telefonata a una sua collega che lavora sotto la direzione di Samuelli e le fa notare che, se da un lato Samuelli fa lavorare scienziati sul fenomeno Fusione Fredda, dall'altra dichiara ai giornali che la F.F. è un abbaglio… aggiungo io, con che spirito si portano avanti certi studi se non ci si crede? C’è un po’ di confusione? Si vogliono buttare via soldi o ci sono degli interessi superiori in gioco?) Roy: Come abbiamo visto per la fusione calda e tante altre tecnologie incerte si investono un sacco di soldi ma di che cifre parliamo per un’implementazione pratica della F.F.? E.D.G.: la quantità è molto limitata, è questione di qualche miliardo delle vecchie lire, a esagerare 10 miliardi, cioè possiamo dire che quello che serve è la quarta parte di una tangente media o, se vogliamo metterla su un altro piano, può valere un centrattacco brasiliano! Anche in un regime di crisi economica sono soldi che si possono trovare. Roy: Ma non avete bisogno di fare ancora
esperimenti per completare il quadro scientifico? Roy: Per fortuna sembra che, anche se
in sordina, alcune grosse multinazionali quali la Mitshubishi Heavy
Industry, la Pirelli Labs, la ST Microelectronic stiano in qualche modo
investendo in questa tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la
possibilità di eliminazione delle scorie radioattive. E’
forse la volta buona per un’utilizzazione concreta del fenomeno? Roy: Le ho fatto questa domanda perché alcuni scienziati italiani e le aziende citate prima, stanno ricevendo uno stanziamento di alcuni milioni di euro per portare avanti questa ricerca, proprio per l’eliminazione delle scorie radioattive. E.D.G.: Sì, però questo è un
altro aspetto, anzi paradossalmente io lo vedo un po’ pericoloso.
Se solo si sparge la voce che il problema delle scorie radioattive è
risolubile, anche se poi non lo è, si dirà - oh, bene,
allora possiamo fare nuove centrali!- Roy: Mi fa paura ultimamente, sentire parlare in TV di un ritorno al nucleare classico o al carbone per procurarsi un’energia che sembra sempre più indispensabile. Allora mi viene da chiederLe se c’è qualcosa che noi tutti possiamo fare per accelerare lo sviluppo della fusione fredda a discapito di questi metodi che ci portano verso la morte invece che verso l’abbondanza e la pace. Cosa può fare l’uomo comune? E.D.G.: Esprimere interesse per questa prospettiva, non farla cadere nel silenzio. Chiedere che i problemi eventualmente aperti vengano chiarificati e che quelli che sono contrari, anziché dare per scontato che non è vero niente, argomentino, spieghino con chiarezza e in contraddittorio. Che vengano argomentate le ragioni per cui questa forma di energia non possa funzionare, evitando possibilmente le contumelie e le accuse e basandosi su dati di fatto. Quello che possono fare l’uomo e la donna comune è esigere che questo accada e che nessuno possa invocare il principio di autorità. Che tutti, soprattutto quelli che sanno, raccontino nel modo più chiaro e meno misterioso possibile le ragioni dei pro e contro. Dopodiché, data la piccola quantità di denaro richiesto… Io capisco che quando si tratta di imprese che devono erogare dei finanziamenti ci devono pensare 50 volte, però questo principio di precauzione finanziaria si attenua con il diminuire della cifra richiesta, quindi se la cifra richiesta è modesta… Roy: Dato che la cifra da investire non è proibitiva, secondo Lei c’è un motivo concreto per cui non si finanzia la fusione fredda? E.D.G.: adesso siamo in un periodo di crisi generale in cui le industrie non si pongono più, in nessuna parte del mondo, obiettivi produttivi. Tutti giocano a Monopoli, vendono e comprano aziende. L’arricchimento mediante speculazione ha preso il posto dell’arricchimento produttivo. L’investimento produttivo per bene che vada rende il 10-15 % l’anno, un investimento finanziario se le va male la porta al lastrico ma se le va bene le permette di triplicare il suo patrimonio e noi purtroppo adesso viviamo in un epoca in cui non prevale il produttore ma prevale lo speculatore e il consumatore. E nessuno dei due ha bisogno di scienza. Non c’è nessuna industria che fa della programmazione di lungo periodo, tutti partono dall’idea di Keynes che sei mesi è un lungo periodo e quindi nelle grandi Corporation gli amministratori delegati vengono licenziati se entro 6 mesi non raggiungono gli obiettivi previsti. Anche il Venture Capital non è disposto ad aspettare anni. Lui ti dice: io ti presto il denaro, tu entro sei mesi mi fai guadagnare il 25 % E quale ricerca scientifica ti può garantire un risultato così entro 6 mesi? Ci vogliono ben più di 6 mesi! Questa è la ragione per cui nell’economia ultra liberale di oggi è difficile che ci sia vera innovazione. Roy: Secondo Lei avendo a disposizione
dei fondi adeguati e avendo lì degli ingegneri a lavorare, di
che tempi si può parlare per arrivare ad un prodotto commerciale? Roy: Grazie professore per averci dedicato il suo tempo e per la sua franchezza, da parte mia farò in modo che queste preziose informazioni arrivino a più persone possibili. Conclusione Per completare questo articolo vi faccio un semplice invito sulla scia di quanto detto dal Prof. Del Giudice: informatevi su questa tecnologia e su tutte le strade che l’Elettrodinamica Quantistica Coerente, la branca fisica implementata dal Prof. Preparata, ha aperto e le comprensioni a cui sta portando. Parlo di superconduttori, memoria dell’acqua, nuovi metodi di cura olistica quali la Ionorisonanza Magnetica, e, ovviamente, la fusione fredda. Chiedete, informatevi, divulgate ed esigete che queste verità possano avere l’opportunità di migliorare la vita di tutti noi.
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