|
Diario di viaggio di Andrea Rampado 1° puntata Premessa Fin da bambino mi sono sempre chiesto quale fosse la forza che tiene ancorate saldamente due piccole calamite con le quali mi divertivo a giocare, quale energia le alimentasse senza dover inserire una spina di alimentazione nella presa della corrente. Un po come succede con la pubblicità dell’ENEL mentre si vedono delle persone che provano a inserire una spina nella sabbia, nel legno e nei posti più impensati per alimentare una macchinetta da caffè o un pentolino e compare la frase “se fosse così facile ottenere energia, forse non avreste bisogno di noi”…. Durante il mio percorso scolastico ho sempre cercato le risposte a queste mie prime domande e le risposte che ho trovato sono sempre state molto superficiali o incomplete, alcuni insegnanti mi dicevano quando andrai all’università troverai ed avrai risposte più complete, questo non è mai accaduto. Per qualcuno che leggerà questo mio diario probabilmente a questo
punto penserà che le risposte sono semplici e ovvie e che solo
uno stupido come me non riesce a capire su quali principi si fondano
le leggi sul campo magnetico, l’elettromagnetismo, la termodinamica
ecc, ma allora perché sono più di cento anni che utilizziamo
il petrolio? Fino a qualche anno fa era impossibile trovare risposte ad ogni semplice domanda, non si trovavano testi o documenti, nelle biblioteche c’era ben poco e di biblioteche bisognava visitarne parecchie, poi un giorno ho scoperto che qualcun altro faceva questo di mestiere e girovagava in tutte le principali biblioteche del mondo, è un giornalista che scrive per Nexus al secolo Mr. Iacuzzo, da quel giorno sono diventato un “figlio di Nexus”, era il 1996. Oggi grazie ad internet e a sempre più persone che riversano in rete milioni di documenti, foto, pubblicazioni ecc, tutto è a portata di un click, la difficoltà rimane nel capire dove clikkare, ma anche questo problema, grazie alla nascita di portali e forum dedicati, diventa sempre meno difficile da superare. Il mio non è stato solo un viaggio virtuale da vecchio (si fa per dire) navigato internauta, ma è stato un viaggio che fisicamente mi ha portato in decine di laboratori perlopiù costruiti nei sottoscala o nei garage di qualche “folle” inventore, perché l’importante per me per capire era toccare con mano e vedere con i miei occhi, quello che ho trovato a parte il fotovoltaico, il geotermico, il marino, l’eolico, la biomassa e i rifiuti, lo lascio giudicare a voi. La caldaia idrosonica Sono venuto a conoscenza di questo straordinario apparecchio che produce acqua calda e non solo in poche righe di un numero di Nexus (1) nelle quali venivano elencate le tecnologie free-energy più promettenti nell’immediato futuro. A seguito di queste poche informazioni iniziai la mia ricerca trovando fin da subito un bellissimo articolo (2) che descriveva il funzionamento e le prestazioni della Caldaia Idrosonica, l’inventore, un certo James Griggs oggi produce e vende queste “Pompe Idrosoniche” che garantiscono un risparmio energetico per il riscaldamento domestico e uso sanitario del 30%. E’ garantita un’efficienza di trasformazione dell’energia elettrica in calore del 100% e fin qui nulla di strano se pensiamo che oggi le migliori caldaie a metano a condensazione arrivano a punte di efficienza superiori al 110% senza per questo violare nessuna legge fisica, ma ciò che mi ha incuriosito di più è il fenomeno che si crea all’interno di queste caldaie o pompe idrosoniche. Ero dell’idea, che se questo fenomeno chiamato sonoluminescenza, che si crea a seguito della formazione di violente onde di cavitazione fosse determinato da un principio fisico sconosciuto o meglio ancora poco studiato, probabilmente in futuro si sarebbero potute migliorare ulteriormente le efficienze di produzione dell’energia termica, e a quanto pare così è stato. Recentemente un’altra università Americana la Purdue University (3) ha dato conferma, a seguito di alcuni esperimenti di laboratorio, che il fenomeno della sonolumiscenza produce in effetti delle trasmutazioni nucleari o fusione di nuclei atomici rilasciando grandi quantità di energia termica e a quanto sembra (ma non ne sono sicuri ancora del tutto) anche dei neutroni, oggi viene chiamata sonofusione, in precedenza l’annuncio era stato dato dalla Impulse Device inc. una società di ricerca privata di cui ho scritto un articolo: “Con 50 € l’energia di un milione di litri di benzina” (4), qualcosa è stato scritto recentemente anche su Focus di agosto/2005. Ma torniamo alle caldaie idrosoniche; la mia ricerca non si è fermata in America anzi praticamente è arrivata in Italia proprio sotto il mio naso, incredibile!!! Dopo il recente articolo apparso su Nexus (5) ad opera sempre del mitico Giorgio Iacuzzo, nel quale descrive e racconta di una piccola realtà nel Trevigiano che produce artigianalmente e vende delle caldaie idrosoniche, una semplice ricerca mi ha permesso di scoprire che in Russia esiste una vera e propria accademia delle scienze, che ha sviluppato e prodotto pompe idrosoniche per i più svariati utilizzi, fino ad arrivare ad utilizzare il principio della cavitazione acustica come sistema di propulsione d’alcuni particolari siluri supersonici. Quindi i primi e i più avanzati nel campo delle pompe idrosoniche e nell’applicazione della cavitazione acustica sono i Russi? Sembrerebbe di si, ma non è proprio così; i fenomeni che avvengono all’interno di una pompa a cavitazione acustica o meglio le cause che producono il fenomeno che genera calore e quindi energia sono in verità molteplici e le cose non stanno come apparentemente sembrano, per questo motivo ad un certo punto della mia ricerca ho deciso di seguire un’altra strada, lo studio dei vortici, ma di questo ne parlerò ampiamente più avanti descrivendo il prodigioso tubo di Hilsh. Non solo i Russi quindi e non solo Americani, e in Italia, possibile che nessun Italiano abbia mai sperimentato o prodotto anche per caso un sistema simile alla pompa idrosonica? Qualche tempo fa a seguito del mio articolo sulla sonofusione ho ricevuto una telefonata dall’Arizona; un giovane Italiano che mi raccontava una storia incredibile, questo Italiano di nome Cristian, mi disse che da più di 25 anni stavano studiando sperimentando e producendo pompe idrosoniche per i più svariati utilizzi. Telefonicamente e via email siamo rimasti in contatto fino al suo ritorno in Italia e a questo punto ci siamo incontrati. Durante questo incontro e negli incontri successivi, sono venuto a conoscenza di questa incredibile storia e di questa realtà “tutta Italiana”; tutto ha auto inizio tra il 1978 e il 1979, un parente stretto di Cristian (oggi ha solo 27 anni all’epoca era praticamente ancora in fasce) si chiese come mai si fosse bruciato una mano toccando l’olio diatermico di una pressa idraulica e da qui iniziarono degli studi che in seguito hanno prodotto il primo brevetto registrato in Svizzera nel 1982 e un secondo nel 1983 il “TERMOGAN” e l’“ERGOTHERM”, era iniziata un’importante collaborazione Italo/Svizzera per la ricerca e lo sviluppo delle applicazioni della caldaia idrosonica e della pompa idrosonica. I primi test e le prime applicazioni partirono appunto da un incidente fortuito (la mano bruciata nell’olio diatermico), si cercò fin dall’inizio di recuperare dell’energia termica dissipata dai motori delle pompe idrauliche, per fare questo si pensò di farle lavorare immerse nell’olio e tramite una serpentina, nella quale scorreva l’acqua che poi veniva utilizzata per uso domestico-sanitario, si cedeva il calore recuperato dall’olio; anche i russi per molti anni hanno adottato un sistema simile, ma loro anziché utilizzare olio preferivano immergere la pompa direttamente nell’acqua che poi sarebbe stata utilizzata per il riscaldamento domestico o sanitario. Fino al 1990 molte importantissime società si sono aggiunte in questa collaborazione e sperimentazione, società che ancora oggi operano nel settore dell’energia soprattutto nucleare. Sono stati commissionati studi, progetti di fattibilità, proposte di realizzazione di centrali termiche da almeno un MW, sono stati fatti test, sono state rilasciate certificazioni che attestano e dimostrano che l’energia termica prodotta è superiore a l’energia utilizzata in ingresso, le stesse importanti società che collaboravano allo sviluppo di queste pompe hanno eseguito presso i loro laboratori dei test rilasciandone poi dichiarazioni incontrovertibili. Poi, come purtroppo sempre accade gli interessi aumentano a dismisura, diminuisce la comunicazione, aumenta la non fiducia e si rompono i rapporti, poco prima della rottura definitiva avvenuta nel 1990 tra inventore e finanziatori, nel 1989 viene registrato un ulteriore brevetto questa volta Italo/Europeo il riscaldatore dinamico. Nel 1990 viene effettuata la prima fornitura di caldaie idrosoniche ad un importante ente religioso Italiano, una potenza installata ad uso riscaldamento e sanitario di 22 kWh, prima di ciò utilizzavano una caldaia a metano, con una spesa media in gas di circa 8 milioni di lire mensili, con la caldaia idrosonica non hanno mai speso più di 2/3 milioni di vecchie lire al mese in energia elettrica. In seguito altre strutture hanno avuto il “privilegio” di installare e in alcuni casi anche documentare, i benefici e il risparmio ottenuto grazie alle caldaie idrosoniche. Un caso tra tutti emblematico è quello di una piscina dalle parti di Roma che utilizza la caldaia idrosonica da più di 14 anni senza aver mai fatto manutenzione!!! Facendo un passo indietro ed esattamente nel 1983, leggo una relazione certificativa sulle prove svolte su una Caldaia Idrosonica installata presso un laboratorio artigianale sito in Poggio Berni nei pressi di Rimini, la potenza della caldaia e di 10 Kwh, il rapporto fra potenza assorbita e ceduta è stato pari a 3,65, in poche parole un’efficienza pari al 365%. Altre certificazioni documentano un’efficienza del 149% altre ancora solamente del 109%, ma tutte sopra al 100% di efficienza. Ma torniamo al nostro amico Cristian, la domanda che tutti vi sarete fatti è che cosa sia successo dal 1990 ad oggi, com’è possibile che in 15 anni non se ne sia saputo più nulla, non è stata avviata una produzione in serie e una commercializzazione mondiale di queste caldaie? Avviare una produzione in serie e quindi una commercializzazione comporta grandi investimenti, studi industriali, tutte cose che con dei patners giusti sono facilmente realizzabili, ma se ti sei bruciato una volta con il fuoco, la mano non la metti più… In verità poi, aggiungo io, non esistendo una spiegazione scientifica precisa del fenomeno (cosa che ancora oggi è incerta), le difficoltà aumentano a dismisura in questo confronto. Per questi motivi, per più di dieci anni molte di queste meravigliose invenzioni sono rimaste nel cassetto nell’attesa, per l’inventore, di diventare forte abbastanza da poter sostenere da solo questi progetti e poterli finalmente presentare al pubblico. Oggi finalmente una nuova generazione di persone ha fatto tesoro delle esperienze passate e volge ad un certo e sicuro miglioramento, Cristian ha costituito una società che si occupa solo di ricerca e sviluppo nel campo delle nuove tecnologie, è volato in America, patria del Capital Venture e ha fondato la sua società nella meravigliosa Paradise Valley in Arizona.
Da qualche tempo ormai hanno abbandonato l’idea del recupero dell’energia termica dissipata dalle pompe, è una complicazione in più visto che l’efficienza ottenuta dall’estremizzazione delle geometrie di giranti e materiali utilizzati è arrivata all’apice delle leggi fisiche conosciute, producendo quantità veramente incredibili d’energia termica, potendo rinunciare quindi alla poca energia dissipata. A queta società oggi sono stati commissionati studi per l’applicazione della pompa idrosonica nel campo petrolifero da importantissime società del settore, è possibile miscelare acqua e diesel od olio in forma stabile e inscindibile, riducendo così in modo sensibile la produzione di gas inquinanti quando questi nuovi carburanti sono utilizzati nei motori tradizionali.
Oggi l’azienda di Cristian sta sperimentando applicazioni in campo medico, nella decontaminazione dell’acqua, nella miscelazione di sostanze chimiche immischiabili, nella distillazione, ecco in questi anni cosa hanno sviluppato in assoluto silenzio, l’ultima nata ha il nome di BYMBA.
Questi sono i campi d’applicazione (fino ad oggi): Riscaldamento Non è più molto lontano il giorno in cui vedremo finalmente installate nelle nostre case delle caldaie economiche, che non hanno bisogno di camini, non necessitano di collaudo e verifica dei fumi, totalmente ecologiche (se l’energia utilizzata non è di fonte fossile, ma questo è un altro argomento). Note: Continua... |