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Tecnologia
Adronica e Magnegas: una scossa nella scienza, per l’ambiente
e l’uomo
di Roy Virgilio
Il BigBang, materia e antimateria si annichilano in un enorme esplosione
di energia e solo una piccola parte di materia ne sopravvive: la massa
di tutto il nostro universo.
Ma forse non è andata proprio così e la base scientifica
per una rivoluzionaria teoria si ritrova in qualcosa di molto più
piccolo e concreto: una nuova fonte di energia pulita.
Tutto scaturisce da un fisico,
italiano di nascita e americano di adozione M. Ruggero Santilli, che
dopo essersi laureato a Napoli nel 1967 è andato in America a
lavorare ed insegnare (università di Boston, M.I.T. e Harvard).
Qui ha potuto sviluppare le sue teorie lavorando a nuovi tipi di matematica
e conseguenti teorie fisiche fino ad arrivare ad un’applicazione
concreta che meraviglia per i suoi risultati ma che è supportata
da ampie verifiche scientifiche. Parliamo del Reattore Adronico Molecolare
e della sua capacità di eliminare liquidi inquinanti ricavandone
il Magnegas?, un gas combustibile rinnovabile e completamente ecologico.
Come si può arrivare
ad un simile risultato? Il culmine della tecnologia, il grembo in cui
avviene una magica alchimia è proprio il Reattore Adronico ed
in particolare il PlasmaArcFlow.
Ma facciamo un passo alla volta poiché la tecnologia è
così originale che va digerita pian piano. E necessita proprio
del prodotto ultimo della vostra digestione, per cominciare il suo cammino.
Già, poiché si “nutre” di acque di fogna,
olii esausti, liquidi antigelo, liquami di fattoria e ne tira fuori
acque incontaminate per irrigare, gas combustibile pulito e calore,
tanto calore da poter trasformare in elettricità. Un miracolo?
Sembra proprio di no, quindi vediamo quali sono i passaggi che portano
ad un simile risultato.
Reattore Adronico
Molecolare: come funziona
Il liquido inquinante entra nel reattore e subisce un pre-trattamento
che va ad eliminare tutto ciò che è di origine inorganica.
Quindi, il flusso, sotto pressione, viene
pompato attraverso un arco elettrico sommerso ad alto amperaggio (un’immensa
scossa elettrica!) che sottopone il liquido a temperature elevatissime
(circa 5.500°C) e ad un’intensa luce ultravioletta che provocano
la sterilizzazione completa e la carbonizzazione di tutte le sostanze
in sospensione. Inoltre il liquido stesso viene attaccato a livello
molecolare e tutte le catene, ad esempio di idrocarburi presenti, vengono
demolite e ridotte ai costituenti atomici. Quello che si crea è
un plasma liquido che ionizza potentemente gli atomi i quali iniziano
ad interagire tra loro non appena si allontanano dall’arco elettrico.
Da questo marasma ne scaturisce
il Magnegas, un gas molecolare in cui il legame principale fra i suoi
atomi non è quello di valenza ma l’attrazione magnetica.
Prima di approfondire questo particolare aspetto continuiamo il nostro
viaggio dentro al reattore di Santilli. Vediamo che il gas creatosi
all’uscita del PlasmaArcFlow? inizia a salire dentro una torre
(poiché è più leggero dell’aria) dividendosi
dal liquido rimasto e viene raccolto dentro serbatoi ad alta pressione
per il futuro utilizzo come combustibile.
Il liquido a questo punto può subire due diverse sorti. Se si
vuole eliminare del tutto (ad es. nel caso di olii esausti), verrà
fatto ripassare attraverso l’arco voltaico fino alla sua completa
disgregazione nei componenti atomici. In questo modo si produrrà
esclusivamente calore e Magnegas?. Se invece il fluido è poco
inquinante e lo si vuole utilizzare, viene fatto passare attraverso
filtri a sabbia e dentro centrifughe che eliminano tutte le particelle
rimaste in sospensione. A questo punto il prodotto è sterilizzato
e depurato e può venire utilizzato per l’irrigazione in
agricoltura o essere rilasciato nell’ambiente senza pericolo di
inquinamento (eventualmente trattandolo infine con un filtro ad osmosi
inversa).
Tutto il ciclo è corredato da sensori e strumentazione analitica
che segue ogni fase in tempo reale effettuando anche analisi chimiche
in sito.
Bene, ma che fine fanno i residui solidi filtrati durante i vari passaggi?
Qui, come per il maiale, vige la regola che non si butta via niente.
Infatti grazie a molteplici analisi effettuate, è risultato che
il precipitato è un buon fertilizzante, mentre la parte costituita
esclusivamente da carbonio viene raccolta ed adoperata per sostituire
gli elettrodi dell’arco elettrico che si consumano nel tempo.
Quindi tutto il sistema è ad emissione zero poiché tutti
i prodotti sono eco-compatibili e sfruttabili eco-nomicamente!
Il Magnegas e l’Oxygen
Depletion
Andiamo ora ad analizzare con maggior attenzione il gas prodotto poiché
è proprio questo che colpisce per la sua particolarità
ed importanza.
Come accennato prima il Magnegas? risulta un gas non inquinante e di
una forma chimica nuova.
Ma cosa vuol dire non inquinante? Che sostanze scaturiscono dalla sua
combustione?
Quello che vi dirò è il frutto di un’enorme numero
di analisi effettuate per lo più in America da laboratori riconosciuti
dalla EPA (agenzia per la protezione ambientale americana) che hanno
confermato che gli scarichi della combustione non contengono alcun idrocarburo,
per cui non vi è presente alcuna sostanza cancerogena; non emettono
monossido di carbonio; non contengono alcun tipo di NOx; rilasciano
più ossigeno di quanto ne richieda la combustione. In numeri
ciò che fuoriesce è composto da vapore acqueo (65-70%);
ossigeno (10-14%); anidride carbonica (6-8% ovvero meno della metà
della benzina); e il rimanente, gas di atmosfera.
Effettivamente la CO2 presente è l’unico composto che possiamo
considerare inquinante in quanto uno dei principali gas ad effetto serra
ma già è in fase di studio un metodo per la sua eliminazione
attraverso delle spugne chimiche. Da notare comunque che i fumi di scarico
così composti, prelevati da auto senza marmitta catalitica, hanno
superato pienamente le normative EPA.
Inoltre è di fondamentale importanza la quantità di ossigeno
respirabile che viene emessa. A tal proposito vorrei aprire una parentesi
che reputo fondamentale. Ultimamente si parla molto di utilizzare l’idrogeno
come combustibile pulito ma questo lo è veramente solo ad una
condizione: che venga prodotto per elettrolisi dell’acqua con
elettricità proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.
In questo modo si va a scindere l’H2O intrappolando l’H
per utilizzarlo a fini energetici e si libera O2 nell’aria. Portiamo
l’ossigeno da una forma non respirabile ad una respirabile senza
la creazione di altre sostanze inquinanti.
Oggi invece, l’idrogeno si ricava in un modo che attenta letteralmente
al continuo della vita su questo pianeta. Infatti, per ottenerlo, si
vanno a scindere idrocarburi o gas naturale i quali non solo non liberano
ossigeno, ma al contrario ne hanno bisogno per “agganciarlo”
al carbonio e formare CO2. Questo procedimento “ruba” ossigeno
dall’aria, lo rende inutilizzabile ai fini della respirazione
e contribuisce all’effetto serra. Se a ciò si aggiunge
che la corrente necessaria a scindere le molecole è ottenuta
con procedimenti inquinanti, si vede chiaramente il potere distruttivo
e l’irrazionalità di tale operazione. E’ facile calcolare
che se dovessimo alimentare tutto il parco macchine attuale invece che
direttamente col petrolio, con questo “idrogeno sporco”,
dovremmo fare a meno di circa 22 milioni di tonnellate di ossigeno al
giorno ed all’aumento di tutte le sostanze inquinanti dovute all’ulteriore
passaggio energetico per effettuare l’elettrolisi. Roba da mettere
in difficoltà la vita intera nel giro di pochi anni!
Considerando che, realisticamente, la produzione di ingenti quantità
di idrogeno con la sola energia rinnovabile è impensabile oggi
e per i prossimi anni, risulta evidente l’importanza di utilizzare
un carburante che preleva l’ossigeno dai liquidi e lo rilascia
in atmosfera. E’ un investimento verso la vita.
Prospettive per
il futuro prossimo
Cosa bisogna aspettare per poter adottare il Magnegas? Tecnicamente
si è ad uno stadio molto avanzato sia nella produzione, poiché
la tecnologia adronica ha ben superato lo stadio di prototipo ed è
ora pronta ad adeguarsi alle specifiche necessità, sia nell’utilizzo
diretto. Nel caso di veicoli basta adottare un impianto identico a quello
a gas classico, apportando solo delle piccolissime modifiche, mentre
è immediatamente utilizzabile al posto del metano per il riscaldamento
e la cucina. Risulta inoltre un ottimo gas per il taglio dei metalli
poiché non essendo tossico può essere utilizzato anche
al chiuso.
Il costo non è anch’esso un grosso problema poiché
da analisi economiche effettuate è risultato, una volta prodotto
in quantità consistenti, essere inferiore al costo attuale della
benzina (considerando gli introiti ottenuti per lo smaltimento dei liquami).
C’è un fattore però che potrà rivelarsi d’ostacolo
alla rapida commercializzazione del nuovo gas. Infatti, per arrivare
sul mercato il Magnegas? dovrà essere sottoposto a certificazione
a livello europeo e per far questo ci vuole, oltre ad un ingente mole
di soldi, tempo, molto tempo. Ed esiste la possibilità che venga
in qualche modo ostacolato visto che con la sua commercializzazione
si aprirebbe un nuovo mercato in regime di vera concorrenza formato
da tutte quelle categorie di persone, aziende e società che potrebbero
prodursi da sé questo nuovo gas e rivenderlo, trasformando le
spese di depurazione in un guadagno per sé e per l’ambiente.
Ma pur tralasciando ipotesi ostruzionistiche, bisogna tenere in considerazione
due aspetti opposti. Da un lato c’è il fatto che nuovi
carburanti non vengono scoperti tutti i giorni per cui la prudenza è
d’obbligo. Dall’altro bisogna ammettere che c’è
un’urgenza, un impellente bisogno di staccarsi dal monopolio petrolifero
sia per secondari miglioramenti economici che per più importanti
necessità ambientali e di salute. Il costo che stiamo pagando
per attendere che persone influenti facciano le loro chiacchiere è
troppo elevato per fermarci al loro livello: bisogna passare ai fatti
concreti e tutta la tecnologia adronica, in questo senso, ci può
venire in grosso aiuto già da oggi.
Attualmente, per l’Europa, è la società “Compagnia
di Verona” che sta lavorando allo sviluppo e alla commercializzazione
dei Reattori Adronici anche se, per ora, il loro obbiettivo primario
è quello di sfruttarne l’immenso potenziale di riciclaggio
per riuscire a ripulire i fiumi e le acque dai liquami industriali e
delle città. La speranza è quella di ridare vita ad un
mondo che oggi, troppo spesso, può essere solo definito “fogna”…
se non peggio. Una buona novità in tal senso è proprio
di questi mesi. In
Veneto, infatti, è in fase di test avanzato un Reattore Adronico
che servirà a depurare le acque nere di alcune cittadine per
un volume di circa 272.000 litri/giorno. Ciò consentirà
la produzione di circa 2.830 metri cubi di Magnegas/giorno. Ma noi vogliamo
che questo sia solo il primissimo passo di un’enorme sviluppo
della tecnologia e per raggiungere l’obbiettivo di poter fornire
energia pulita a tutti c’è bisogno di un ultimo tassello:
la domanda. La vostra richiesta di tecnologie veramente verdi, non solo
nel nome. Chiedete ed esigete, poiché solo così si potranno
far partire nuovi sistemi e far valere il diritto di tutti ad un mondo
più pulito e sano.
Un po’ di
matematica
Questa è, in breve, la situazione pratica della tecnologia ad
oggi. Ma per concludere questo articolo vorrei approfondire un po’
il lato scientifico-matematico da cui scaturisce il Reattore Adronico
che di fatto è solo la punta di un iceberg.
Santilli, in collaborazione anche con altri fisici, ha elaborato una
nuova matematica, la
Iso-matematica, che permette di indagare sistemi fisici complessi che
per la matematica attuale non sarebbe possibile descrivere. Infatti
i sistemi che oggi si possono prevedere con buona precisione sono solo
quelli lineari o localmente linearizzati. Questa configurazione gode
infatti di notevoli vantaggi, il principale dei quali è la cosiddetta
"sovrapposizione degli effetti". In breve, se in un sistema
qualsiasi ho un punto A ed un punto B che agiscono su C, per sapere
cosa succede nel punto C basta fare la somma diretta delle singole azioni
di A e di B. A e B quindi "non si conoscono", non si "danno
fastidio" a vicenda.
In un sistema non lineare, molto più vicino alla realtà,
è tutto diverso: A influenza B, B influenza A, e perfino C a
sua volta, può determinare cambiamenti in A e B. Tipicamente,
in un sistema non lineare basta cambiare anche di poco la configurazione
delle parti per avere cambiamenti enormi nei risultati. Il fatto che
poi C possa influenzare A e B viene chiamata "retroazione"
e spesso è proprio questo fenomeno a innescare il "caos"
in un sistema.
A ciò si deve aggiungere che in natura esistono delle forze che
non e' facile rappresentare con formule esatte, e spesso ci si deve
accontentare di rappresentazioni empiriche ricorrendo a costanti inserite
ad hoc. Un esempio su tutti è l'attrito: le formule oggi in uso
devono far leva su parametri prettamente sperimentali, che dipendono
dai materiali, da fattori geometrici, ed una moltitudine di altre cose.
All'opposto, ad esempio, ci sono la forza di gravita' o quella elettromagnetica:
una sola costante universale, un semplice insieme di formule, e basta!
Questo indica che la matematica attuale ha grossi limiti nel descrivere
molti aspetti della realtà e va avanti solo con correzioni forzate
buone solo ad adeguarsi alla specifica necessità.
La iso-matematica cosa fa? da un lato preserva gli assiomi fondamentali
della comune matematica ma in più ne fornisce una generalizzazione,
consente un ampliamento.
Un’opportunità concreta di tale generalizzazione è
quella di poter considerare le particelle come corpi estesi, non sferici,
e deformabili sotto interazioni di varia complessità. Questo
permette di fare modelli e previsioni decisamente più realistici
rispetto a dover trattare con particelle assimilate a punti geometrici
a-dimensionali!
La matematica di Santilli, inoltre, prevede e descrive la possibilità
che atomi elementari si magnetizzino a tal punto da potersi unire tra
loro solamente tramite attrazione magnetica e non con il classico legame
di valenza. Ovviamente ci vogliono delle particolari condizioni iniziali
e, nel nostro caso, il Reattore Adronico è la fucina di tali
condizioni.
Quello che accade agli atomi che attraversano il PlasmaArcFlow? è
di venire scissi dalle molecole in cui erano aggregati e di subire una
polarizzazione dell’orbita elettronica. Questo rende l’atomo
magneticamente attivo poiché l’elemento si “schiaccia”,
assume una forma toroidale con polo positivo e negativo. Un po’
come se gli elettroni invece di ruotare in tutte le direzioni attorno
al nucleo, si sistemino quasi su un unico piano, come i pianeti del
sistema solare. Questa organizzazione spaziale rende polarizzato l’atomo
e gli consente di unirsi ad altri nella creazione di molecole magnetiche;
le magnecole appunto.
La iso-matematica non si ferma comunque solo all’adronica, ma
va ad indagare i più vasti campi della natura.
Così è stato possibile “osservare” un nuovo
BigBang dove le quantità di materia ed antimateria erano in perfetto
equilibrio tra loro senza sospetti ammanchi di una o dell’altra!
Parimenti tutte le altre caratteristiche fisiche si scoprono essere
identicamente nulle: tempo totale nullo, massa totale nulla, energia
totale nulla. Un universo dove il totale è zero e zero è
uguale a tutto. E noi allora cosa siamo? Fluttuazioni di energia non
ancora annichilate? Non ancora in quiete? A voi meditarci sopra ma la
sensazione è quella di ritrovare gli insegnamenti degli antichi
maestri indiani scolpiti nelle più moderne equazioni: Tutto è
maya.
Roy Virgilio
Bibliografia e siti Internet
“The novel magnecular species”
International Journal of Hydrogen Energy, Pergamon Press, Oxford –
England
http:\\www.santillimagnegas.com
http:\\www.i-b-r.org
– il sito dell’Istituto per la Ricerca di Base di cui Santilli
è il presidente
http:\\www.magnegas.com/europe
– La sezione europea del sito internazionale
Ringrazio A. Rampado
e "Phitio" per l'aiuto datomi.
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il Magnegas e i Reattori Adronici
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