Sfruttando il Parallel Path: costruzione di un motore a deviazione magneticadi mac-giver e kekko alchemi dal forum EnergeticAmbiente.it |
|
|
Come promesso ecco un compendio esaustivo di tutti i dati per costruire un Parallel Path performante, e un motore che utilizzi la tecnologia della deviazione e quadruplicazione magnetica. Il punto centrale e interessante è proprio questa caratteristica, assolutamente scientifica e provata, di poter deviare un flusso magnetico, da una parte all’altra di un nucleo, con una minima spesa energetica. Cos'è il Parallel Path Vediamo
prima di tutto cos’è un Parallel Path (di seguito PP).
Cerchiamo ora di spiegare nel dettaglio come funziona e quali principi sfrutta un Parallel Path: Nel PP esistono due flussi permanenti generati dai due magneti, questi 2 flussi sono concatenati nei due nuclei verticali, e restano lì in un equilibrio molto precario. Siccome un flusso magnetico tende sempre a scegliere la "strada" con minor resistenza possibile, e siccome la strada più semplice e corta per chiudere il circuito è passare nei nuclei verticali, sarà proprio lì che troveremo i nostri flussi che resteranno, come descritto in fig. 1, nei nuclei verticali anziché andarsene in giro nei nuclei orizzontali o all'esterno degli stessi. In concreto non vi è però, per il flusso magnetico, una decisa convenienza nello scegliere questa strada infatti i due flussi sono in equilibrio molto instabile e basta un nulla per farli spostare tutti da un lato o tutti dall’altro. Per creare questo squilibrio possiamo agire su due bobine realizzate sui nuclei orizzontali (vedi sempre fig.1). Dando una piccola energia su di esse creiamo quella situazione di squilibrio che ci permette di spostare i flussi magnetici dei magneti permanenti a nostro piacimento, con una piccolissima spesa energetica. Ma in cambio questi flussi magnetici possono svolgere un lavoro che dipende dalla potenza dei magneti... quindi anche molto ma molto maggiore dell'energia da noi fornita per spostare i nuclei. Ma andiamo per passi.
La dinamica di comportamento dei flussi magnetici è molto simile, come esposto da Maxwell, alla dinamica dei fluidi. Si può paragonare il flusso magnetico generato dai magneti a una condotta dell’acqua sotto pressione, dove la densità del flusso magnetico è rappresentato dalla pressione dell’acqua e la grandezza dei magneti dalla portata della condotta. Possiamo invece paragonare le bobine a dei rubinetti. Cosa succede se apriamo il nostro rubinetto dell’acqua? Che uscirà l’acqua a una pressione “x” ma l’acqua che esce dal rubinetto può compiere un lavoro assai maggiore di quello che abbiamo compiuto noi per aprire il rubinetto! Questo, molto semplificatamente, è il principio di funzionamento di un PP ed ecco perché possiamo ottenere molto più flusso magnetico di quello generato dalle bobine (rubinetti), perché in realtà la potenza del flusso ce la danno i magneti permanenti e non l'energia che forniamo noi alle bobine. Il secondo principio della termodinamica non viene intaccato. Andiamo per caso contro le leggi della fisica quando apriamo il rubinetto di casa? Penso di no! Oppure andiamo contro le leggi della fisica quando accendiamo il nostro condizionatore a pompa di calore? La risposta è sempre no. Anche le pompe di calore forniscono più energia in uscita (sottoforma di calore) di quella in entrata con un COP anche pari a 3. Semplicemente l'energia che non mettiamo noi la mette qualcun'altro, arriva da un'altra parte. Cerchiamo ora di scendere più nel dettaglio tecnico. I magneti che noi utilizziamo sono magneti al neodimio quadrati 50 x 50mm alti 25mm con un flusso di circa 1.1 Tesla. Il materiale utilizzato per i nuclei sono lamierini di ferro a grani orientati. Questi lamierini hanno una soglia di saturazione di 1.3 Tesla circa, quindi per farli lavorare bene è necessario utilizzare un quantitativo doppio di ferro rispetto all’area dei magneti in modo da avere la metà del flusso magnetico presente ma con una maggiore superficie e quindi capacità di contenere il flusso senza raggiungere la saturazione. I nostri magneti presentano quindi un flusso di 0.55 T su un polo e 0.55 T sull’altro. Ora, nei nuclei verticali avremo, a condizione di riposo, 1.1T \ 2 = 0,55T diviso due perché c'è il doppio del ferro rispetto all'area del magnete (vedi fig. 2). Dando corrente alle bobine e arrivando a un flusso pari a 0.1 T generato avviene la completa deviazione dei flussi con la conseguenza di trovarli entrambi spostati su uno stesso lato (vedi fig. 3). Ecco che ora su uno dei due nuclei verticali passeremo da 0.55 T a 1.1 T avendo quindi un guadagno di ben 0.55 T con 0.1 T sulle bobine. Quindi con soli 0.1 T in ingresso, riusciamo a ottenere in uscita un delta di 0.55 T! Con le dimensioni del nostro PP riusciamo ad avere questo delta con soli 0.35 watt in ingresso sulle bobine arrivando a più di 500 Kg di forza utile. Passiamo
adesso a un altro aspetto molto importante del Parallel Path e cioè
la quadruplicazione magnetica. Nulla di trascendentale: ci serviremo
esclusivamente di formule di fisica classica. L'area totale dei 2 poli del PP è di 108 cm². La formula per calcolare la forza di attrazione fra due superfici vicine è la seguente: AB² -dove A
è la superficie espressa in cm² Inizialmente sui poli del PP avremo, a condizione di riposo, i nostri 0.55 T per polo. Applicando la formula vengono fuori 1.300 Newton pari a circa 132.6 Kg. Dando tensione alle bobine generiamo, nel centro dei nuclei orizzontali, un flusso di 0.1 T ovvero 4.4 Kg. Questo piccolo flusso crea lo squilibrio magnetico che comporta la deviazione del flusso tutto da un lato, ottenendo che i due flussi da 0.55 T si concentrano entrambi in un polo. Di primo impatto sembrerebbe che la forza risultante sul polo si ottenga sommando le due forze e cioè 132.6 Kg più 132.6 Kg. Ma questo è sbagliato poichè a sommarsi non sono le forze ma i flussi e applicando correttamente la formula, con un flusso di 1.1 T avremo ben 530 Kg e non 265. Ecco quindi
la quadruplicazione della forza ci possiamo accorgere infatti, che se
moltiplichiamo i 132 Kg per 4 otteniamo proprio 530 Kg. L'intuizione nel poter costruire un motore ultra performante nasce proprio da qui… Se io posso avere 1.1 T dinamici su un polo generando 0.1 T con una bobina convenzionale, sicuramente, un rotore mosso da un simile flusso avrà una coppia e un rendimento molto più elevato di un classico elettromagnete, che per generare 1.1 T sicuramente produrrà calore e quindi perdite di efficienza. Va ricordato infatti che il flusso magnetico in questo caso deriva esclusivamente dai singoli magneti permanenti che sono messi in parallelo sui due nuclei del PP. La bobina che sposta il flusso, non deve far altro che sbilanciare il campo da un lato e piu il nucleo è grande, e i magneti grandi in proporzione da non saturalo mai, e piu questa differenza diventa grande. In pratica un enorme PP avrà un rendimento molto più alto di uno piccolo, perché l'energia per deviare il flusso, per forte che sia, sarà sempre la stessa. Ma come ben sappiamo 1 tesla su 1cmq è una cosa, 1 tesla su 100cmq è un'altra! Ecco il PP permette questo, di poter disporre di un enorme quantità di flusso senza generarlo, e di poterlo avere dinamico e non statico! Che cosa si puo' volere di piu? Ecco che allora parte il progetto di costruire un motore mosso con il Parallel Path. Dopo vari esperimenti e prove abbiamo assemblato un PP veramente performante. Riassumendo un po di numeri: - il
nucleo è lungo 180mm e largo 60 per uno spessore di
90mm ottenendo un'area di ogni singolo polo di 54cm², in totale
108cm². |
|||||||||
- il motore ha una configurazione pari dispari, tre poli statore (i PP) e 4 rotore in modo da evitare fasi di stallo. Ad oggi dovrebbe essere il primo motore nel suo genere ad essere costruito con dei PP completi, e avrà delle caratteristiche particolari: 1) non scalda! Le bobine fanno un lavoro minimo e quindi effetto joule trascurabile. 2) sono assenti le correnti
di spunto e le forze elettromotrici inverse. 3) silenzioso, non ha spazzole. 4) gli altri dati saranno da testare sul campo, appena conclusa la costruzione del "mostro" Per quanto riguarda pilotaggio e sensoristica varia attendiamo. Cercheremo ora di calcolare il rendimento di un motore concepito con questa tecnologia, e confrontarlo con uno convenzionale. Le potenze in gioco Abbiamo calcolato la coppia
di spunto (blocco) di un motore sulla carta per poi confrontare i risultati
con la pratica! Prendiamo ora un motore
esapolare con rotore a 5 poli, questa prima formula ci servirà
per sapere i Kg di tiro del polo sul rotore ma visto che il rotore quando
passa davanti al polo non occuperà sempre la stessa superficie
siamo costretti a fare un campionamento, scegliendo diversi punti, diciamo
almeno 10, in cui calcolare le diverse forze di tiro. Far = F * sin alfa Per calcolare quindi i Newton
che avremo sull'asse del nostro motore, dovremo infine tener conto del
raggio del rotore.
b2
sarà il raggio del rotore espresso in metri e F2
la media delle forze che abbiamo calcolato
L'angolo alfa
era di 20 gradi sessaggesimali e quindi 0.349 gradi radianti, abbiamo
potuto calcolare la forza angolare risultante con la seconda formula,
ed è di 19.59 Newton, come si può vedere dalla tabella
(N taglio)
Il motore a Parallel Path che stiamo costruendo ha i poli larghi 9 cm e alti 12 cm (6+6), il rotore ha un raggio di 11,75cm, e i Tesla sono 1,1. Applicando tutte le formule vengono fuori circa 44 Nm (vedi tabella sotto, numero in rosso).
Il PP per attirare i 500
Kg, consuma, a 2 decimi di cm di distanza (traferro che sarà
presente fra rotore e statore), circa 4 watt, ma tenendo presente che,
quando il polo del rotore sta entrando sul polo del PP l’area
di attrazione è più piccola, servirà più
energia per deviare il flusso, e quindi otterremmo una media di circa
10 watt. In questo momento abbiamo completamente finito e testato a lungo il piccolo motore e stiamo completando la creazione di un primo prototipo definitivo di media potenza. Le foto e le spiegazioni della creazione del motore grosso le trovate in questa discussione: http://www.energeticambiente.it/parallel-path/14709991-come-nasce-il-motore-parallel-path-il-mostro.html Potete visionare foto e video del piccolo motore nei seguenti link: video con spiegazioni prima parte: http://video.google.it/videoplay?docid=-204882559705931365&hl=it video con spiegazioni seconda parte: http://video.google.it/videoplay?docid=4394699492820106762&hl=it Invece le foto del "mostro" le trovate qui: http://picasaweb.google.it/macgiver23/FlynnSMotor Noi siamo convinti che questo lavoro potrà portare enormi benefici alla collettività e crediamo molto in quello che stiamo facendo e ottenemdo. Verificatelo voi stessi dai link, foto e video che abbiamo prodotto. Ma soprattutto crediamo che
questa sia una cosa troppo grande e importante per tenercela
solo per noi, quindi la stiamo divulgando in maniera completa
e completamente riproducibile da chiunque abbia un minimo di mezzi.
Però necessitiamo anche dell'aiuto di tutti, sia tecnico che
economico. ... e a chi può aiutarci economicamente, anche con piccole cifre, di collaborarae facendo una donazione sul seguente conto corrente intestato a un'associazione ONLUS (deducibile quindi dalle tasse) garantendovi che il 100% dei vostri soldi saranno usati per sviluppare e portare a compimento questo splendido progetto: Banca della Marca Fin'ora abbiamo già raccolto circa 800 euro grazie a diversi sostenitori ma le spese materialmente sostenute sono molto più elevate. Queste sono le principali che abbiamo già sostenuto: 6 magneti al neodimio
50mmx500mm h25mm 200 euro parte lettronica 150 euro TOTALE 3.620 euro Grazie a tutti e a sentirci sul forum EnergeticAmbiente.it! |
||||||||||
|
|