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Pagina pubblicata il
8/03/2004
Piccolo aggiornamento
sull'esperimento di
FUSIONE FREDDA
E’
passato del tempo da quando vi abbiamo messo a conoscenza della nostra
replica dell’esperimento di Mizumi-Homory sulla fusione fredda.
Le evidenze che scaturivano dalla lettura del Primo
Rapporto stilato dai tre ricercatori Cirillo-Dattilo-Iorio, erano
sufficienti per cogliere che qualche cosa di straordinario accadeva
in quella piccola cella elettrolitica.
Ma i dubbi e le incertezze sulla qualità e provenienza di tali
inspiegabili anomalie erano ancora molte. Questo, innanzitutto per
l’estrema difficoltà di calcolare con precisione tutte
le energie in gioco, poiché lo stato di plasma liquido che
si viene a creare appena si innesca quello che abbiamo appunto chiamato
elettroplasma, essendo ricco di particelle ionizzate crea delle forti
interferenze che vanno a disturbare moltissime letture. Questo ostacolo
oggettivo ha posto non pochi problemi al nostro gruppo. Inoltre il
fatto di non poter disporre di un contatore di neutroni ha lasciato
insoluta una domanda di grandissimo interesse.
Questa
era la situazione a circa un mesa fa, ma nel frattempo le cose si
sono evolute. Anche se per svariati motivi non abbiamo potuto tenervi
aggiornati dei vari piccoli progressi che di volta in volta si realizzavano
(come invece avrei voluto), la sperimentazione ha dato grandi soddisfazioni
aprendo molteplici strade e portando alla luce (è il caso di
dirlo!), eventi di straordinaria complessità e dalle più
svariate conseguenze.
Grazie alle geniali menti dei nostri ricercatori è stato possibile
creare un modello matematico che riesce, in parte, a prevedere le
migliori condizioni per far avvenire la reazione e, per lo meno, riuscire
ad ottenere SEMPRE overunity energetica.
Ma questo, si può dire, è il lato meno interessante
della faccenda. Ciò che continua ad affascinare e rapire l’attenzione
ed il cuore dei tre ricercatori sono le alchimie chimiche, e non solo,
che avvengono in quella piccola fucina che è la nostra cella.
Un’armonia di intrecci chimico-fisici che vanno ad alterare
gli atomi del catodo, sprigionano enormi temperature, attraversano
scale cromatiche dagli antichi significati ed emettono radiazioni
di differenza tale da toccare svariate unità di misura di grandezza.
E questa moltepilicità di manifestazioni nascono semplicemente
da poche centinaia di vatt e da una corretta configurazione iniziale.
Ebbene,
ad oggi solo una parte di questo complessissimo sistema è stato
compreso. La gran parte è ancora da scoprire, decifrare e rendere
controllabile. Ma quello che è stato capito è già
sufficiente per dimostrare che delle reazioni non descrivibili con
l’attuale paradigma, sono invece decisamente presenti nella
cella. E questo è un risultato immenso.
In questo
scritto non posso raccontarvi di più. Ma vi dico che presso
il II° Convegno sulle Nuove Energie che si terrà a Grottammare
il 17 e 18 aprile prossimo, questa esperienza verrà presentata
e descritta direttamente dai tre ricercatori. Inoltre sarà
data una dimostrazione dal vivo della cella funzionante.
In questa sede verranno annunciate ufficialmente tutte le scoperte
fatte in quest’ultimo mese di sperimentazione ed ampliamento
della teoria, andando anche a toccare le profonde implicazioni che
queste potranno avere. Quindi per chi è interessato è
sicuramente un’incontro da non perdere.
Io sarò
li con loro. E tutti voi sarete i benvenuti a quello che sarà,
a mio parere, uno storico evento.
Roy V.
RACCOLTA di IMMAGINI
Sequenza accensione plasma
La cella elettrolitica
Altre
immagini dell'esperimento
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