Scheda Tecnica descrivente il progetto "PULSE MOTOR" di Robert Adams

a cura di Cernuschi G.

PROGETTO

Pulse Motor

DATA

Ott 2003

KEY

ADAMS – PULSE – MOTOR – BATTERY

SCOPO

Sperimentare la realizzazione di un motore ad impulsi (detto anche motore di Adams, dal suo inventore), che rispetto ai normali motori elettrici consumi meno energia.

PRINCIPIO

Il rotore è azionato da una bobina fissa che produce una serie d’impulsi sincronizzati con i 4 magneti posizionati sul rotore.

TEORIA

Rispetto ai motori elettrici tradizionali, questo motore ha la caratteristica di limitare la dissipazione di energia in calore. Inoltre, la bobina, che riceve l’impulso di corrente continua per azionare il motore, restituisce un picco negativo di tensione che può essere recuperato per “ricaricare” la batteria stessa. Necessita però di un avviamento “a mano” per innescare il processo.

FONTE

http://www.keelynet.com/bedmot/callow1.htm

http://www.fortunecity.com/greenfield/bp/16/callow1.htm

CONFRONTI

Sono disponibili in internet diverse realizzazioni, ben documentate, basate sullo stesso principio e costruite con soluzioni tecniche diverse.

RINGRAZIO

Mio figlio Mauro per l’aiuto nella documentazione, Guido e Giovanni per l’aiuto nella realizzazione meccanica.

SCHEMA

REALIZZAZIONE

Per la realizzazione ho utilizzato:

·        struttura e rotore gli stessi della precedente realizzazione “Bedini Energizer Generator” (ho sostituito i cuscinetti a sfera con altri senza parapolvere per diminuire gli attriti)

·        sensore “reed switch” un normalissimo relè reed utilizzando solo il contatto NO

·        commutatore “solid state relay” un transistor di potenza pilotato dal sensore

Ecco il mio schema:

  

Il led in primo piano serve a verificare la chiusura del contatto reed.

NOTE

Il rotore contiene 4 magneti al neodinio 20 x 20 x 5 mm.

Il lato Nord dei magneti è rivolto verso le bobine.

I parametri di velocità (numero di giri) ed assorbimento (consumo di corrente) sono influenzati da:

·        distanza tra bobina e rotore

·        caratteristiche costruttive della bobina

·        soprattutto dal posizionamento del sensore reed

Fissando la prima variabile sono state sperimentati alcuni tipi di bobine ma senza grosse differenze; i risultati di due significative di seguito.

Bobina         1

struttura       teflon lun. 4 cm

supporto     ferro dolce Ø 8 mm

cavo            rame smaltato

                    Ø 0,7 mm AWG 22

spire            600 circa

modo           avvolgimento disordinato

resistenza   4 ©

Potenza consumata

ROTOR

Duty

cicle

COIL

out

Note

Vcc

A

W

Hz

Giri/min

%

Vca

 

12

0,3

3,6

93

1400

40

10

MAX

Dist. 5 mm bobina rotore

12

0,5

6,0

107

1600

60

Dist. 5 mm bobina rotore

12

0,6

7,2

120

1800

80

Dist. 5 mm bobina rotore

In un primo tempo pensavo di misurare anche la “potenza prodotta” ma valutando il risultato della forma d’onda ho pensato di proseguire la sperimentazione con sistemi statici, in grado di generare la stessa forma d’onda ma più “intensa” cioè con una frequenza maggiore, cosa che con sistemi meccanici è difficilmente realizzabile.

Forma d’onda presente ai capi della bobina; si nota:

·        impulsi negativi da 120 V ~

·        duty-cicle 40% 

Commenti:

·        spostando il reed di qualche millimetro si influisce sulla durata dell’impulso e di conseguenza sull’assorbimento ed il numero dei giri

·        come si nota nella foto questi impulsi negativi sono in grado di accendere una lampadina spia al neon

Bobina         2  (AB effect)

struttura       teflon lun. 4 cm

supporto     ferro dolce Ø 8 mm

cavo            rame smaltato

                    Ø 0,7 mm AWG 22

spire            56 x strato

strati            10

modo           avvolgimento ordinato

resistenza   3 ©

Nota: per ordinato si intende una serie di spire affiancate dall’inizio alla fine del supporto, a strati sovrapposti e separati da un divisorio in nastro di carta adesiva; alla fine, questi strati di spire, sono stati collegati in serie l’uno all’altro con sequenza:

fine primo strato – inizio secondo – fine secondo – inizio terzo – fine terzo – inizio quarto … e così via.

Questa bobina dovrebbe sfruttare il cosiddetto “effetto AB”.



Potenza consumata

ROTOR

Duty

cicle

COIL

out

Note

Vcc

A

W

Hz

Giri/min

%

Vca

 

12

0,3

3,6

80

1200

30

10

MAX

Dist. 5 mm bobina rotore

12

0,5

6,0

114

1700

50

Dist. 5 mm bobina rotore

Forma d’onda presente ai capi della bobina.

Non si riscontrano sostanziali differenze.

Commenti: dopo aver provato diversi tipi di bobine, non si sono riscontrati significativi cambiamenti.

RISULTATI

Dalla sperimentazione eseguita si è rilevato un funzionamento spontaneo del sistema e una facile ottimizzazione dei parametri che ne influenzano il funzionamento.

La sperimentazione è consigliabile a tutti coloro che vogliono cimentarsi e risulta di soddisfazione.

Come si nota dai risultati, il sistema ha un consumo di energia caratteristicamente molto basso e produce a sua volta energia che può essere recuperata per ricaricare la stessa batteria d’alimentazione.

Nella versione sperimentata da Bedini, l’energia prodotta viene raccolta da un condensatore ad alto voltaggio e scaricata a brevi impulsi ogni secondo circa nella batteria, nel tentativo di creare quell’effetto di “resistore negativo” capace di catturare l’energia dal vuoto (come lui afferma, ma non dimostra).

Per visionare un video del sistema in movimento mandare una mail a: nuovenergie@email.it

Per suggerimenti, commenti o domande contattatemi pure al seguente mail: gecernu@tin.it


P. S. La sperimentazione è continuata con lo sviluppo di sistemi statici, ma basati sullo stesso principio del motore di Adams.

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