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SISTEMA ENERGETICO
MONDIALE: DAL MONOPOLIO ALL’ABBONDANZA
Dal petrolio alle Fonti Energetiche Localizzate.
di Roy Virgilio
Introduzione
La società umana sta vivendo un periodo di crisi legata all’approvvigionamento
energetico. Questo non vuol dire che sulla terra non c’è
abbastanza energia per soddisfare gli attuali bisogni del genere umano
ma più semplicemente che il sistema energetico creato in quest’ultimo
secolo e mezzo, ovvero dipendente dal petrolio, sta per subire un grosso
cambiamento.
La crisi è nell’attesa del cambiamento, nella paura dell’ignoto,
più che nel cambiamento stesso. Un esempio a conferma di ciò
lo si può trovare nel periodo che precede una guerra dove entra
in gioco il controllo petrolifero, di cui ultimamente abbiamo tanti
chiari esempi. Ebbene il prezzo del greggio sale prima dello scoppio
della guerra e addirittura scende durante il conflitto vero e proprio.
Questo è confermato dagli indici del Brent e WTI prima delle
due guerre del golfo.1
E’ l’incertezza e quindi la paura a far lievitare i prezzi
e non il conflitto in sé, che altro non è che il formarsi
di nuovi equilibri di controllo energetico (considero solo questo aspetto).
Attualmente, a livello planetario, siamo proprio all’inizio del
periodo che precede la battaglia, ovvero quello più incerto,
dove si giocano le carte del nuovo assetto energetico mondiale. Ed è
un passaggio obbligato poiché al contrario di una guerra, che
si può benissimo evitare, il petrolio finirà (e più
avanti vedremo con che tempi), e ancor prima diverrà troppo costoso
al di là di qualsiasi mero gioco politico.
Lo scopo di questo articolo vuol essere quello di illustrare le possibili
alternative concrete e non, al sistema monopolistico petrolifero attuale
e come queste possano contribuire a modificare in maniera sensibile
l’organizzazione energetica mondiale.
Previsioni di esaurimento del petrolio
Prima di analizzare i possibili sostituti al sistema petrolifero, vorrei
spendere due parole sui tempi di esaurimento del petrolio.
Quando le fonti alternative diverranno indispensabili?
I dati e le informazioni che si trovano in letteratura sono molto, a
volte troppo, discordanti per avere parvenza di credibilità.
Questo a dimostrazione sia della complessità della previsione
che delle forze politico-economiche che intervengono in queste ricerche.
Il mio tentativo è stato quello di basarmi esclusivamente su
dati di fatto, quindi sul passato, per avere dati oggettivi ed eliminare
per lo meno gli errori di “vizio”.
Principalmente mi sono basato su un solo parametro: le curve di scoperta.
Queste sono il frutto di un semplicissimo assioma: il petrolio prima
di essere estratto deve essere scoperto! L’insieme dei ritrovamenti
di nuovi giacimenti petroliferi crea queste curve che, (si veda il grafico
riportato più sotto), raggiunto un massimo di scoperta, il picco,
iniziano a calare inesorabilmente. Queste curve sono calcolate su dati
storici rilevati e non sono quindi viziate da giochi speculativi.
Si è visto che la curva di scoperta è legata a quella
di produzione, cioè quando quel petrolio viene estratto e messo
in commercio. Tra le due vi è però una traslazione nel
tempo.
E’ un dato di fatto che, a livello mondiale, la curva delle scoperte
ha già superato il suo picco massimo da circa 20 anni (1983)
e da allora è in discesa.
Oggi siamo al punto che si scopre solo circa 1 barile ogni 4 estratti.
Quindi se vogliamo tener conto della corrispondenza, traslata come sopra
citato, dobbiamo rilevare che il picco di produzione non può
essere lontano. Da alcune previsioni che ho reputato “ragionevoli”
dovrebbe avvenire entro il 2010.
Da quel punto in poi la quantità di petrolio prodotta diminuirà
inesorabilmente. ( Vorrei far notare che anche se attualmente la produzione
di greggio sta ancora aumentando in numero assoluto, se lo si divide
per il numero di abitanti della terra si scoprirà che è
già da circa un ventennio che è in diminuzione, ovvero
la produzione non riesce a tener testa all’aumento di popolazione!).2
Detto questo mi potrei dilungare per decine di pagine a riassumere dati
tratti da Internet e da comunicati vari ma di fatto non riuscirei a
giungere ad alcun numero che abbia una certa autorità.
Giusto per portare un esempio di distanza temporale tra le due curve,
voglio mettere in evidenza il caso del petrolio nel nord America. Qui
il picco di scoperta si è avuto nel 1930 e da quella data, nonostante
le migliorate tecnologie, le scoperte di giacimenti sono andate presto
scemando. Ebbene, il picco di produzione si è registrato nel
1972 dopo circa 40 anni e da allora per l’America il petrolio
diviene sempre più una merce scarsa, rara, da andare a prelevare
altrove…
Riportando quanto accaduto agli USA, a livello planetario, pur con
le dovute proporzioni, dobbiamo ammettere che dal momento in cui le
scoperte di nuovi giacimenti diminuiscono a quando effettivamente la
produzione diminuisce non passa molto tempo e, visto che il picco mondiale
di scoperta si è registrato nel 1983 mi sembra ragionevole che
il petrolio utilizzato per fini energetici non sarà più
competitivo, rispetto ad altre fonti, che per un’altra cinquantina
d’anni. (calcolando circa il doppio del tempo trascorso per il
nord America).
Questa è la mia previsione basata su dati e paragoni storici
da cui quindi si possono eliminare influenze politico-economiche pur
rimanendo l’incertezza causata dalla vastità e complessità
degli eventi a venire.
Le alternative
Le fonti energetiche che si possono affiancare e portare a sostituzione
del petrolio sono molte e molto varie per cui non potrò prendere
in considerazione tutte le possibilità anche se di una certa
concretezza. Ho deciso allora di elencare e descrivere le principali
fonti che già oggi vengono utilizzate o di cui si sente molto
parlare (o di cui non si parla affatto!), mettendo in risalto i loro
punti di forza e le loro pecche.
CARBONE – Fonte non rinnovabile3
Punti di forza: Molto più abbondante del
petrolio (le riserve accertate sono già 3-4 volte maggiori
e non è stato effettuato un lavoro di ricerca approfondito),
non è concentrato in poche aree geografiche ma, al contrario
del petrolio, i giacimenti sono sparsi abbastanza uniformemente in
tutti i continenti. Questo può permettere una stabilità
di approvvigionamento e quindi di prezzi, molto elevata ed inoltre
consentirebbe a molti stati una certa indipendenza energetica oggi
impossibile. Per lo meno finché hanno carbone da estrarre!
Punti negativi: E’ altamente inquinante. Se
è vero che durerà ancora per parecchi anni è
anche vero che farà durare noi molto meno!
Battute a parte, il carbone emette una serie di sostanze altamente
inquinanti come SO2, ed NOx che sono causa di piogge acide e non solo,
polveri fini e tanta, tanta CO2 (il doppio rispetto al metano!). In
impianti moderni, tenuti periodicamente sotto controllo, grazie a
sistemi di filtrazione e di lavorazioni sul carbone stesso (ad es.
gassificazione), si possono abbattere in maniera consistente gli ossidi
e le polveri fini ma in quanto a CO2, il principale gas che oggi è
causa dell’aumento dell’effetto serra, non si può
fare proprio niente.
Questo va contro tutti gli accordi internazionali e soprattutto contro
il buon senso. Quindi, a mio avviso, è improponibile come mezzo
per superare il petrolio: dal punto di vista dell’ambiente e
della salute è come passare dalla padella nella brace. E comunque
presto finirà anche lui!
GAS NATURALE – Fonte non rinnovabile
Punti di forza: È l’idrocarburo fossile
più pulito. È composto principalmente da metano (CH4)
e da piccole percentuali di etano, propano, butano, pentano più
alcuni gas non combustibili. Essendo la sua natura chimica molto semplice
e composta per lo più da idrogeno, durante la combustione si
sprigiona solamente acqua, CO2 e calore. Da notare che l’emissione
di CO2 è la minore fra tutti i combustibili fossili ed è
circa la metà di quella emessa dal carbone ed un terzo inferiore
a quella delle benzine. Inoltre non sono praticamente presenti emissioni
di solfuri o polveri fini. Un altro punto a favore del metano è
il trasporto, che avviene attraverso reti sotterranee non richiedendo
quindi l’utilizzo di mezzi pesanti. Anche lo stoccaggio si effettua
in giacimenti sotterranei esauriti. Quindi dal prelievo alla fornitura
diretta all’utente finale, il metano ha un impatto ambientale
veramente minimo, ed anche se a volte viene liquefatto e trasportato
su navi e autocisterne, il volume che si trasporta è diminuito
di ben 600 volte, aumentando l’efficienza rispetto a qualsiasi
altro idrocarburo.
Punti negativi: Il gas naturale si trova nel sottosuolo
praticamente sempre associato al petrolio, quindi come quest’ultimo
si porta dietro grossi problemi di monopolio e di acquisto per i tanti
paesi che non ne posseggono. Ed anche lui è destinato a finire.
Le riserve sono maggiori di quelle petrolifere ma non raggiungono
l’abbondanza del carbone.
Per approfondire la questione, bisogna considerare effettivamente,
anche la presenza di gas sotto forma di idrati (sostanze solide composte
da metano ed acqua), che si trovano in grandi quantità nei
sedimenti marini in fondali superiori a 500 metri. Le scorte presenti
in questo stato potrebbero superare anche di 5.000 volte quelle accertate
di gas naturale.
Quindi, anche se non potrà essere utilizzato per sostituire
definitivamente gli altri combustibili fossili, sarebbe semplice ed
anche doveroso, un immediato aumento dell’uso di gas a scapito
dell’utilizzo di carbone e petrolio con la conseguente attenuazione
dell’impatto ambientale. Questo in attesa di un aumento concreto
nell’uso delle fonti rinnovabili e soprattutto della svolta
che porterà la nuova fonte energetica da me auspicata e che
più avanti esporrò.
ENERGIA NUCLEARE CLASSICA (fissione) – Fonte
non rinnovabile
Punti di forza: Il processo di fissione nucleare
ha l’ottimo pregio di fornire energia concentrata consumando
relativamente poco combustibile. Ma questo può essere considerato
l’unico pregio di tale forma di energia. Infatti potrebbe sembrare
che la fissione atomica sia pulita, senza emissione di inquinanti
ma ciò non è assolutamente vero prendendo consapevolezza
di tutte le scorie radioattive che da essa derivano.
Punti negativi: Innanzi tutto è da chiarire
che le centrali atomiche, quand’anche utilizzate per una produzione
ausiliaria, non potranno produrre energia per sempre. Infatti il combustibile
necessario alla produzione è l’uranio, e le riserve non
sono certo illimitate. Da stime effettuate sulle riserve mondiali,
considerando l’attuale tasso di consumo, le centrali potrebbero
essere alimentate ancora per un minimo di circa 80 anni ad un massimo
di 240 anni. Certamente molto più della durata presunta del
petrolio ma a che prezzi e condizioni?
Fino ad alcuni anni fa il combustibile nucleare veniva riprocessato
per recuperare uranio e plutonio fissili. Ma questo processo, che
serve a “consumare meglio” l’uranio, ha un costo
elevato e dato che da parecchi anni (fine anni ’80), i prezzi
del combustibile grezzo sono molto bassi, non c’è vantaggio
alcuno nel riprocessamento. Inoltre il disarmo nucleare ha eliminato
un’altra grossa fonte di guadagni: anche il plutonio ha perso
valore. Questo andamento del mercato non ha assolutamente favorito
(per fortuna!) la nascita di nuove centrali che necessitano di un’elevata
quantità di capitali per la costruzione, si portano dietro
grossi problemi di sicurezza, insormontabili problemi di smaltimento
delle scorie radioattive e paura della proliferazione di armi nucleari.
Il risultato è quello che attualmente il costo finale di un
KW prodotto in centrale è complessivamente troppo elevato e
quindi non conveniente. Per questo fatto estremamente pratico, nonostante
alcuni sporadici interventi a favore del nucleare, di fatto non si
costruiscono più centrali atomiche nel mondo intero da circa
15 anni.
ENERGIE SOLARI – Fonte rinnovabile
In questa definizione voglio racchiudere tutte le forme di energia
provenienti dal sole (calore, eolico, biomasse, idroelettrico, bio-combustibili,
ecc.) poiché di fatto c’è da comprendere questo:
tutta l’energia circolante su questo pianeta deriva e arriva dalla
fusione nucleare dell’idrogeno che avviene nel sole. L’energia
liberata ci alimenta continuamente consentendo la vita all’intero
pianeta.
Ci sono solo due forme di energia che non derivano direttamente dal
sole ma sono state scoperte grazie all’intelligenza umana: di
una abbiamo già parlato ed è la fissione atomica; l’altra
è la fusione fredda, ovvero la stessa reazione che accade nel
sole, la fusione, ma a temperature di poche decine di gradi centigradi.
Di quest’ultima parlerò più avanti.
Punti di forza: L’ineguagliabile potenzialità
di queste fonti sta nella loro illimitatezza (tenendo conto dei tempi
umani), continuità e pressoché uniforme distribuzione
su tutto il pianeta. Ovviamente in certe zone avremo più vento
ed in altre più irraggiamento ma nel complesso l’intero
pianeta terra gode di sistemi di compensazione naturali che rendono
tutti i luoghi abbondanti di alcune forme di energia solare. E queste
fonti vengono continuamente ricaricate dal sole tramite un flusso
costante di potenza pari a circa 90.000 TW (terawatt; milioni di milioni
di watt), ovvero 10.000 volte l’energia consumata in un anno
dall’intera umanità!4
Punti negativi: Il punto, meglio dire dolente che
negativo, appare quando si vuole sfruttare in maniera attiva quest’enorme
quantitativo di energia. Per fare ciò abbiamo bisogno di un
po’ di tecnologia e di tanto buon senso; attenzione all’ordine
di importanza! A tal proposito, vorrei chiarire due punti essenziali:
la nobilitazione energetica e l’equilibrio di consumi che avvengono
in modo spontaneo nel mondo naturale.
Il primo punto, la nobilitazione, è quel passaggio da energia
difficilmente sfruttabile, come può essere un fotone, alla
costruzione di elementi complessi, quali fiori, alberi e piante di
ogni tipo. Questa forma di energia accumulata, diviene molto più
facile da utilizzare, basta un camino; come anche semplice può
risultare l’utilizzo dell’energia meccanica di un torrente
in vece del calore che permette al mare di evaporare. O ancora il
poter sfamarsi con una bistecca piuttosto che con una doccia di sole.
Noi uomini, per il nostro intrinseco stadio evolutivo, siamo capaci
di sfruttare solo energia già confezionata dalle forme di vita
più semplici che “digeriscono al contrario”, rendono
complesse, forme di energia che altrimenti non potremmo adoperare.
Per continuare a far ciò, a tutti i livelli e nelle svariate
forme di cui noi godiamo, c’è bisogno di mantenere l’equilibrio
fra tutte le forme viventi, poiché la distruzione di alcune,
o l’aumentare spropositato di altre, andrebbe a rompere questo
bilancio energetico. Se oggi siamo costretti ad utilizzare costose
e poco efficienti tecnologie è per sopperire alla perdita di
alcuni preziosi equilibri a cui, però, non si può fare
a meno per troppo tempo: la natura ha le sue leggi e la tecnologia
non potrà mai cambiarle. Mai. Quindi prendiamo consapevolezza
che invece di pensare alla Don Chisciotte, dobbiamo passare ad un
livello leggermente più alto e iniziare ad agire alla Lovelock,
in modo da ritrovare l’equilibrio con tutto il pianeta.
Per chiudere questo capitoletto vi lascio qualche cifra per osservare
e cercare di comprendere qual è la situazione delle rinnovabili
attualmente nel mondo.
Dal 1990 al ’99 l’utilizzo di fonti rinnovabili è
leggermente aumentato (ma proprio poco!) passando dal 5% al 5,9%. Gli
obbiettivi che si è posta la UE sarebbero quelli di raggiungere
un 12% entro il 2010. A mio parere non un grande obbiettivo, ma per
lo meno la strada che si vuole percorrere è quella del risparmio
energetico (cosa fondamentale per riportare uno stato di equilibrio),
e del progressivo passaggio ad energie pulite. Però questa direzione
non è attualmente portata avanti da tutti i paesi, e in primis
gli USA, il paese più sprecone del mondo, sta tutt’ora
continuando ad aumentare i consumi (tra il ’90 e il 2000 + 21%
di emissioni di gas ad effetto serra contro una diminuzione del 3,5%
dell’Europa).5
Ciò è da considerare in un contesto in cui, a fronte di
un miglioramento generale dell’efficienza energetica in moti settori,
quello dei trasporti rimane la causa principale di crescita della domanda
energetica ed anche dell’emissione di sostanze inquinanti.
Per finire un’ultima osservazione sui paradossi delle nostre leggi.
Come probabilmente sapete, esistono agevolazioni per la creazione di
impianti ad energie rinnovabili (ad es. pannelli fotovoltaici), ma nello
stesso tempo esistono sovvenzioni che hanno lo scopo opposto, ovvero
di diminuire il prezzo dei carburanti fossili (ad es. agevolare l’uso
di gasolio per il riscaldamento delle serre al posto del metano): non
vi sembra folle? Beh, a me si, e mi sembra proprio che, come dice Sabina
Guzzanti: “c’è confusione, grossa confusione!”.
IDROGENO – Non è una fonte energetica
Questa voce non dovrebbe essere elencata qui poiché l’idrogeno
NON E’ una FONTE ENERGETICA, ma visto quanto dibattito e disinformazione
esiste in questo momento mi sento in dovere di chiarire l’argomento.
Inizio allora col definire il perché non è una fonte energetica.
Infatti se è vero che l’idrogeno è un buon combustibile
pulito esso non si ritrova in natura allo stato libero, molecolare,
quindi per essere bruciato occorre prima separarlo dalla molecola che
lo contiene (può essere acqua, metano o qualsivoglia composto
contenente idrogeno). Inutile quindi giocare sul fatto che l’idrogeno
è abbondantissimo, come fanno alcuni autori per presentarlo come
di semplice utilizzo, poiché questa non è un’analisi
completa: l’idrogeno è sempre ingabbiato
in altre molecole che necessitano di energia per poter rompere il legame!
E questa energia da dove la prendiamo?
Quindi inquadriamolo per ciò che è: un metodo di stoccaggio,
accumulazione e conservazione di energia ricavata con qualsiasi altro
mezzo, sia esso pulito (solare, eolico, biomasse) o classico (carbone,
petrolio, gas). Questo è da tenere bene a mente.
Ma allora, come e perché si parla tanto di "idrogeno pulito",
"emissioni zero", "società all'idrogeno"?
Il mezzo è la disinformazione (l'arma non convenzionale più
utilizzata in questi anni), che può essere venduta dai media
grazie alla sostanziale ignoranza della gente su questi argomenti piuttosto
tecnici. E il movente che porta a spacciare queste bugie è molto,
molto importante per lo status quo attuale e si può riassumere
in una sola parola: CONTROLLO.
Mi spiego. L'idrogeno non si può fare in casa, è complesso
da maneggiare, ci vogliono enormi tecnologie e capitali per tutta la
struttura che lo crea lo regge e lo sfrutta: ha bisogno di un sistema
per essere utilizzato. Esattamente come è accaduto ed accade
tutt'oggi per il petrolio.
Certamente poterebbe essere prodotto da fonti pulite e rinnovabili e
se così fosse sarebbe veramente pulito. Ma ultimamente anche
questo punto è messo in discussione da alcuni scienziati poiché
l’utilizzo massiccio di idrogeno come combustibile con la conseguente
creazione di enormi quantità di vapore acqueo potrebbe portare
ad una pericolosa diminuzione di ossigeno libero utilizzabile dagli
esseri viventi (fenomeno comunemente chiamato Oxigen depletion). Inoltre
è da tenere presente che il vapore acqueo è il più
potente gas serra esistente, anche più della CO2, quindi prima
di modificare l’intero parco veicoli del mondo, è necessario
eseguire approfonditi e disinteressati studi che chiariscano le conseguenze
di un tale aumento di vapore nel mondo.
Inoltre la quantità di idrogeno che si potrebbe creare con le
sole fonti rinnovabili è troppo poco e costoso per poter essere
seriamente adottato come valida alternativa. Ci possono essere casi
speciali, tipo l’Islanda, dove grazie alla ricchissima presenza
di energia geotermica ed idrica si potranno veramente ottenere grandi
quantità di idrogeno in maniera pulita. Ma questi casi sono comunque
rari e circoscritti a pochissime realtà.
Quindi tutta questa pubblicità ed investimenti a favore dell’idrogeno
devono essere visti in un’ottica ampia e obbiettiva: perché
tutti questi soldi spesi per complessi sistemi quando ci sono alternative
molto più semplici ed attuabili in un arco di tempo molto minore?
La mia teoria è esposta sopra, a voi valutarne eventuali altre.
E allora? Dovremo ritrovarci ancora una volta di fronte ad un monopolio
energetico che faccia il bello ed il brutto tempo come e quando vuole?
La risposta questa volta è No!
Una soluzione definitiva già esiste, non è neanche l'unica
ma sicuramente è la più importante, quella che potrà
veramente portare l'umanità da un sistema energetico limitato
e monopolistico all'abbondanza di energia pulita, sicura e localizzata.
Impossibile?
Eppure la soluzione è già tra noi, ha un decennio di storia
e negli ultimi anni ha fatto un grosso balzo in avanti grazie ad uno
scienziato italiano: Giuliano Preparata.
FUSIONE FREDDA - Fonte rinnovabile
23 Marzo 1989, SaltLake City, Università dello Utah - U.S.A.
In questa data ed in questo luogo Martin Fleischmann e Stanley Pons
diedero pubblico annuncio di una scoperta rivoluzionaria che per le
sue caratteristiche venne chiamata Fusione Fredda.
Questa nuova tecnologia prometteva un’immensa fonte di energia
nucleare controllata, pulita e a basso costo partendo semplicemente
da un’elettrolisi. Per il paradigma dominante ciò è
IMPOSSIBILE.
Quello che subito avvenne fu un moltiplicarsi, in svariati paesi del
mondo, di tentativi di riproduzione del fenomeno ma pochi mesi bastarono
per bollarlo come “errore”. In molti esperimenti, infatti,
non si era riusciti a riprodurre l’eccesso di calore e neppur
si trovavano tracce di neutroni (la firma di avvenuta reazione atomica),
e poi… non c’era teoria che potesse spiegare un simile “miracolo”!
Non mi soffermerò sui tantissimi episodi di incontrastata lotta
al fenomeno compresi insabbiamenti, manomissione di risultati positivi
e affossamenti vari. A tal proposito vi rimando al bellissimo libro
di Robero Germano che trovate nella bibliografia in coda all’articolo.
Invece voglio spiegare al lettore come FUNZIONA la fusione fredda oggi,
finalmente capita, supportata, descritta e prevista dalla teoria fisica
chiamata Elettrodinamica Quantistica Coerente (QED coerente) facente
parte della teoria dei Campi e sviluppata dall’italiano Giuliano
Preparata.
Premettendo che ad oggi la fusione fredda può avvenire con una
molteplicità di configurazioni sia “umide” che “asciutte”,
ed utilizzando vari metalli ed elettroliti, andiamo ad analizzare la
cella a fusione più famosa, quella appunto inventata da Pons
e Fleischmann.
Si ottiene così: si prendono due elettrodi, una barra di platino
e un filamento di palladio, si mettono in una soluzione elettrolitica
contenente acqua pesante (D2O acqua dove l’idrogeno è sostituito
dal deuterio, isotopo dell’idrogeno), il tutto in un contenitore
di vetro ben isolato dall'esterno. Si apporta elettricità al
sistema e l'effetto sarà che il deuterio (possiamo paragonarlo
ad una persona) si accumulerà in grande quantità nel palladio
(paragoniamolo ad un autobus), che per la sua struttura funziona come
una spugna molto porosa.
All'interno del palladio (l’autobus) gli atomi di deuterio si
accumulano in spazi sempre più ristretti (l’autobus si
riempie di persone), così gli atomi saranno costretti ad essere
sempre più vicini, sempre più vicini, fino al punto che
il movimento di ogni singolo atomo costerebbe troppa fatica (pensatevi
pigiati pigiati nel pullman…) e così, spontaneamente (qui
avviene il “miracolo”) tutti gli atomi entrano in fase tra
loro, diventano un unico grande “organo”, dando origine
ad emanazione di atomi di elio e calore (un po’ come se tutta
l’energia che avrebbero speso le persone muovendosi per conto
loro in maniera non coordinata viene risparmiata poiché l’unico
movimento che possono fare è quello coerente con tutto l’autobus,
quindi si crea una direzione, un energia non più caotica e quindi
con versi opposti che si annullano, ma energia coerente che può
essere sfruttata).
Il processo della fusione nucleare e dell'emissione di calore inizia
soltanto dopo un certo tempo (circa un’ora) e solo quando il numero
di atomi di deuterio superano quelli del palladio.
Nelle migliori condizioni il rendimento che si ottiene è di circa
il 1.000 %. (avete letto bene!).
In questo modo si ricava calore da fusione nucleare a temperatura ambiente
con strumenti e conoscenze utilizzabili quasi da chiunque poiché
il materiale che si usa è quello di un semplice laboratorio chimico.
Inoltre il costo è veramente irrisorio poiché si parla
di cifre intorno ai 300 euro per ottenere circa 10 KW per ben 500 anni!
E il tutto senza produrre nessun residuo nucleare, radiazioni nocive
o qualsivoglia inquinamento.
Incredibile vero? Eppure da tre anni buoni grazie alla QED coerente
tutto ciò ha anche una solida base scientifica che oltre al lato
energetico ha chiarito e spiegato molti altri eventi.
Solo per portare alcuni esempi, grazie al lavoro di Preparata è
stato possibile capire i meccanismi di funzionamento dei superfluidi,
dei superconduttori, della “memoria” dell’acqua e
di captare le sfuggenti onde gravitazionali. Questa nuova teoria va
ad unire la fisica quantistica con la chimica, un connubio che sta cambiando
completamente il modo di approcciarsi alla materia complessa, e alla
biologia in particolare, e sicuramente sarà foriera di ulteriori
scoperte lungo strade che oggi appena si intravedono. Attualmente il
lavoro di Preparata è portato avanti, soprattutto in questa direzione,
da Emilio Del Giudice dell’INFN di Milano.
Ma torniamo al settore energetico. Come accennavo prima, nei vari esperimenti
svolti in tutti questi anni, ci sono stati dei casi in cui la fusione
è avvenuta anche utilizzando materiali veramente molto economici
e senza utilizzare l’acqua pesante (difficile da reperire e alquanto
costosa).
In particolare, due scienziati giapponesi (Ohmori e Mizuno 6),
nel 1997 hanno ottenuto eccessi di energia (circa 3 volte quella immessa)
ed emissione di neutroni, in una cella elettrolitica formata da elettrodi
in tungsteno immersi in acqua normale! Oltre questi eccessi energetici,
sono stati ritrovati nella cella significanti quantità di carbonio,
cromo, ferro, nichel, piombo ed altri elementi. Porto questo esempio
particolare per due motivi. Uno, per far comprendere la varietà
di configurazioni che possono dare avvio al processo di fusione, ovvero
si tratta di poter utilizzare più tipi di “carburante”,
una qualità che porta la fusione fredda a poter essere definita
“rinnovabile” poiché non c’è un
carburante che si consuma ma una serie di sostanze che vanno a cedere
parte della loro energia per trasformarsi in altri elementi. Questi
a loro volta, potranno essere utilizzati per altri fini: è un
processo alchemico, non una rozza combustione!
Il secondo motivo è che in Italia, proprio in questi giorni (dicembre
2003), un gruppo di sperimentatori indipendenti ha replicato con successo
questo esperimento ed ora è pronto a divulgare in maniera precisa
e dettagliata tutte le informazioni che consentono l’esatta duplicazione
del fenomeno. Tramite web, giornali e televisioni.
Insomma, il futuro di questa nuova e multiforme tecnologia sarà
quello di poter dare alla razza umana una batteria atomica portatile,
pulita e di lunghissima durata. Per alimentare qualsiasi cosa, dal palmare
al treno, dalla corrente elettrica al riscaldamento. Questo solamente
spendendo qualche euro per l’acquisto della pila. Niente contratti,
niente bolletta, nessun ente erogatore, nessuna centrale di produzione,
nessun cavo dell’alta tensione: energia libera, abbondante ed
economica; in una parola: salutare!
Conclusioni
Questo testo vuole servire solo da piccolo riassunto, da punto di partenza
per la ricerca di maggiori informazioni sull’argomento. E’
un bigino sullo stato attuale del mondo energetico.
La mia speranza è quella di aver acceso nel lettore la voglia
di saperne di più, magari su argomenti “strani” quali
la fusione fredda, poiché tali stranezze fanno invece parte del
nostro mondo reale. Solamente non sono divulgate come dovrebbero. E
vi assicuro che la fusione fredda non è la sola fonte energetica
trascurata. Vi butto qui un paio di casi che, spero, vi faranno drizzare
un po’ le orecchie.
- Mai sentito parlare di Santilli e le sue molecole magnetiche da cui
si può ricavare un gas (tipo metano) che non inquina? Ebbene
lui sta già commercializzando reattori adronici (si chiamano
così) che sfruttando una nuova branca della matematica e della
fisica, utilizzano acque reflue e rifiuti organici per creare questo
gas (e calore). In più, nei reattori che superano una certa potenza,
tutto il sistema diventa overunity, ovvero produce più energia
di quella immessa.
- Avete mai letto un libro sulla Free energy? Ebbene, state attenti
a chi vuole vendervi la free energy come un semplice diversivo per parlare
di moto perpetuo. Il moto perpetuo in questo universo non è possibile!
Ci sono, invece, dei dispositivi che cercano di captare e raccogliere
varie tipologie di energie (chiamate “statiche”,“esotiche”,
“di punto zero”, ecc), previste dalla fisica quantistica
più avanzata o addirittura da lavori di vecchi scienziati (fra
cui non si può non citare Tesla). Si tratta, per lo più,
di cercare il giusto equilibrio, la risonanza, tra elementi fisici,
campi magnetici e frequenze.
Ci sono, sparsi nel tempo e nello spazio, tanti dispositivi che hanno
tentato di trarre energia gratuita da tali fuggenti forze ma, per ora,
non si è riusciti a giungere a risultati indiscussi e ripetibili.
Cito, per l’attualità della cosa, il M.E.G. (Motionless
Elettromagnetic Generator), che è in fase di replica in vari
laboratori e che sembra avere ottime probabilità di essere il
primo dispositivo funzionante. Ma ancora non è sicuro al 100%.
Il nostro universo è ricco. Abbonda di possibilità e
forme. Anche le sue leggi mutano al mutare delle condizioni. Forse è
questo che noi uomini facciamo fatica a comprendere. Una volta trovata
una legge valida in un certo stato, reputiamo sia valida universalmente.
Ma ciò non corrisponde alla realtà. L’esperienza
ci insegna che in tante e tante condizioni limite, queste leggi mutano
dando la possibilità di accadere a cose che normalmente reputiamo
impossibili. Ma che invece non lo sono. Non in quel determinato stato.
E così, accadono.
Roy Virgilio
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-
Note
1 Team analisi BNL, http://www.bnl.it
2 B.P Amoco (2000), http://
www.bp.com
3 A
ben vedere tutte le fonti fossili sono in certo modo rinnovabili. Aspettando
milioni di anni
queste si ricreano in maniera naturale e gratuita. Ma considerando i
tempi brevi dell’esistenza umana, questa potenzialità perde
di significato ed utilità guadagnandosi allora l’appellativo
di “non rinnovabile”. Ragionando in questa ottica possiamo
allora definire “rinnovabile” l’energia che viene
sostituita con una velocità confrontabile con quella che viene
consumata (vedi figura a lato).
4 Rapporto Epia/Greenpeace, “Generazione Solare”
5 Comunicato stampa European Environment Agency del 30/05/02
6 Relazione ICCF-7 pagine 279-284
Bibliografia e siti internet
- "Dai quark ai cristalli" di Giuliano Preparata
edito da Bollati Boringhieri
- "Fusione Fredda: moderna storia di inquisizione ed alchimia"
di Roberto Germano edito da Bibliopolis, 2000
- "Fusione Fredda", A. Basile, Avverbi Edizioni,
1999
- http://www.progettomeg.it
Il sito che segue la sperimentazione del M.E.G. e dell’esperimento
di Fusione Fredda svolta in Italia
- http://www.fusione.enea.it
Il sito ufficiale dell’ENEA, branca che si occupa di fusione atomica.
- http://www.magnegas.com/europe/italiano/
Sito sul sistema a molecole atomiche di Santilli
- http://jlnlabs.online.fr
Il laboratorio francese che svolge esperimenti volti a replicare vari
fenomeni di confine, tra cui la Fusione Fredda ed il M.E.G.
L'articolo qui riportato
è stato pubblicato integralmente sulla rivista NEXUS edizione
italiana N°48 |

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