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Il MEG si avvicina all'overunity!
Finalmente, spero di aver scoperto una semplicissima ma funzionale modifica che
porta a un buon rendimento e forse all'overunity.
Come già detto sia Bearden che Naudin non avevano svelato il trucco per rendere il M.E.G. funzionante anzi,
più volte si erano contraddetti (almeno Naudin).
Tutti quelli che hanno replicato il M.E.G. si sono basati sull'elettronica spiegata a grandi linee da Bearden e
realizzata sul sito di Naudin. Come ingresso e' specificato che bisogna fornire un'onda quadra ma non e' specificato
altro....
Ora, essendo questo un oggetto commerciale è logico che Bearden avesse nascosto qualcosa, ma sicuramente
nel brevetto depositato doveva essercene traccia: cosi è.
Se prendete in mano il brevetto e vi guardate la penultima pagina (quella delle forme d'onda) le figure 6C e 6D
e poi vi andate a vedere le tracce sull'oscilloscopio date da Bearden nel “MEG PAPER”, appare una incongruenza
(guarda bene che anche Naudin ha fornito delle FDO simili).
L'andamento della corrente nel brevetto presenta dei picchi positivi (quindi maggior consumo d'energia) nel momento
di switching, sincronizzati con delle extra-tensioni. Se invece andiamo a vedere tutte le FDO fornite sia da Bearden
nel “MEG PAPER” sia da Naudin nel suo sito (come anche nel nostro caso), la FDO sulla corrente e' esattamente opposta.
Avevo subito notato il fatto ma ho pensato che, molto probabilmente, quella FDO era stata invertita e quindi non
ho dato troppo importanza al fatto.
Se avete capito bene il principio di funzionamento del MEG, apparirà chiaro che solamente nel momento di
switch creiamo un'extrapotenziale nelle bobine di controllo, questo però se abbiamo contemporaneamente una
certa circolazione di corrente, altrimenti lo noteremo solamente nel momento di apertura del FET (vedi legge di
Lenz). Ora, se noi forniamo un'onda quadra direttamente alla nostra bobina, la corrente iniziale sarà praticamente
0 e quindi l'extrapotenziale che potremo ottenere dall'effetto AB va a farsi benedire. La bobina infatti sfasa
di 90 gradi in ritardo la corrente, mentre a noi interesserebbe avere un andamento esattamente opposto ovvero in
fase. Ma allora come fare?
Semplicissimo, adattiamo il circuito tramite dei condensatori inseriti ai capi di ogni singola bobina di controllo.
Accordando il circuito, e quindi creando una risonanza, si rialimenta il tutto con i soliti segnali ad onda quadra:
ecco finalmente apparire un'extratensione (possibile effetto A-B o semplice effetto Lenz) e un'extracorrente nei
momenti di switch.
Si forma un semplice circuito oscillante tra le due bobine di controllo mantenuto tale dai brevi ma intensi impulsi
dell'onda quadra. L'andamento del flusso B all'interno del nucleo non sarà piu' impulsivo (pseudo sinusoidale
e reso tale solo dalle capacita intrinseche delle bobine d'uscita) presentando forti perdite ma, perfettamente
sinusoidale (buon rendimento anche a frequenze più elevate). Soprattutto si creerebbe un continuo regauging'
del flusso (sempre che la teoria di Bearden si riveli giusta).
Quello che abbiamo sempre sbagliato tutti e' stato di non aver mai adattato il segnale alle esigenze delle bobine
lasciandoci infinocchiare da quello che diceva Naudin che si basava su un passo non ben spiegato di Bearden ma
facilmente prevedibile e intuibile (come tutte le cose a posteriori…).
In questo modo (dipende dallo sfasamento se è 0 o 90 gradi) possiamo creare un'onda EM che si palleggia
tra le bobine e il nucleo (dove scorre il flusso magnetico). Inoltre, per mezzo delle bobine d'uscita, possiamo
raccogliere, oltre alle variazioni del flusso magnetico da noi fornito, anche quelle delle 'onde scalari' cioe'
l'extrapotenziale (e forse energia gratis) fornite dal campo A.
Ho già provato a usare due condensatori da 33n (quelli che avevo...) sulle bobine d'ingresso e finalmente
siamo arrivati ad un rendimento che ragginunge il 90-95 % sui 20 KHz (attenzione che nemmeno ora il magnente sta
influenzando la misura).
Fatto questo bisogna massimizzare anche l'effetto sul secondario. Un possibile metodo è, guarda caso, creare
un carico resistivo variabile. Il momento di switch si posiziona proprio nei picchi massimi di tensione e corrente
del carico. Se noi, solo in quei momenti, abbassiamo il valore del carico, incrementeremo la corrente ma soprattutto
si dovrebbe massimizzare l'extra-potenziale dato dal 'regauging'.
Il tutto deve essere studiato con opportuni carichi, condensatori e frequenze; inoltre bisogna testare che le bobine
che abbiamo costruito, possano servire all’effetto AB oppure debbano essere rifatte (ho già in mente come
fare ma si accettano ben volentieri dei suggerimenti).
Per ultimo ma non meno importante, bisognerà inserire un magnete molto potente e fatto costruire su misura.
ATTENZIONE
Usando questo metodo non si può più utilizzare l'alimentatore a
meno di non
avere dei grossi condensatori: nello switch ci sono velocissime e forti
correnti di scambio che fanno bloccare l'alimentatore (addirittura non
riuscivo a salire sopra i 7V). Inserendo dei condensatori ovvieremo a questo
problema ma purtroppo aumenteremo anche la potenza d'ingresso (i condensatori si scaricano in quel transitorio
e si ricaricano nel rimanente tempo). Una valida alternativa e' usare le batterie per alimentare le bobine: in
questo modo ho notato che la potenza d'ingresso cala vistosamente senza far
diminuire le potenze d'uscita. Infatti nel transitorio le batterie lavorano
quasi in corto con una forte diminuzione di tensione a vantaggio della
corrente (e' proprio quello che ci serve!!!) ma negli istanti successivi la
tensione risale ai valori nominali.
Passiamo ora al controllore. Per renderlo più efficace si potrebbe pensare
d'usare le FDO presenti nella figura 5 del brevetto. Il concetto e' semplice, sino ad ora abbiamo usato dei segnali
ad onda quadra che nel momento di switch dovevano annullare prima il campo e poi invertirlo. Questo comporta uno
spreco di potenza evitabile se tra un impulso e l'altro inseriamo una pausa. In questo modo il flusso magnetico
si smorzerà automaticamente e si dovrà solamente invertirlo.
Con questi accorgimenti non solo si diminuiscono drasticamente le potenze d'ingresso ma addirittura le FDO sono
praticamente identiche a quelle del Brevetto di Bearden.
Per ora è quanto, un altro passo è stato fatto e chiediamo a tutti di collaborare e portarci aiuto
perché la riuscita del MEG dipende anche dalle vostre idee e suggerimenti, pensate ad un circuito, alle
bobine o qualsiasi altro trucco per rendere il nostro trasformatore un MEG Overunity!!
Ciao e buon lavoro a tutti!
Sandro
P.S.Per ulteriori informazioni visionare
gli altri aggiornamenti pubblicati precedentemente. (vedi qui sotto)
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