SPECIFICHE TECNICHE sul M.E.G.

  Aggiornamento del 12/01/04  

 

Prove sulle bobine 'modificate'e nuovo controllore per il MEG

Rieccoci qui dopo aver effettuato un po' di prove sulle bobine con gli avvolgimenti eseguiti su un unico verso. Purtroppo la teoria si è rilevata errata poiché il potenziale vettore A ruota attorno al campo B in cerchi concentrici e non su linee rette parallele (vedi immagine), quindi l'idea di far scorrere la corrente in un unico verso si è rilevata più dannosa (maggiori perdite dovute alla necessità di chiudere il loop esternamente) che altro.

In ogni modo, eseguendo gli stessi numeri di avvolgimenti del progetto originale di Bearden (40 sul primario e 450 sul secondario), la frequenza di risonanza si è effettivamente spostata sugli 80 Khz. Purtroppo però le perdite sono aumentate di molto, un po' per la costruzione delle bobine, un po' per le maggiori perdite del nucleo (cicli di isteresi) e per ultimo per un maggior consumo dei Mos-Fet. Anche l'inserimento dei condensatori non ha portato a grossi giovamenti. Inoltre l'inserimento del magnete (600 Gauss) non ha prodotto nessun cambiamento né sulle tensioni né sulle correnti.
Per completare il quadro, ho trovato uno strano effetto chiamato Barkhausen (piccola spiegazione su
http://www.mclink.it/personal/MC5690/capitolo3_3.html ) che potrebbe spiegare le piccole anomalie che avevo realmente riscontrato all'inserimento del magnete nel circuito (anche se molto difficili da ripetere).

A questo punto si potrebbe pensare che il MEG non funziona… bhe, non è ancora tutto perduto.
La disposizione delle bobine ad unico verso, mi ha permesso di capire e fare numerosi test su varie teorie, alcune alquanto bizzarre, sulle onde scalari.
Prima fra tutte, il Tep: ho replicato una specie di TEP (
http://jnaudin.free.fr/teptheo/teptheo.htm), che mi ha permesso di capire che non c'è nulla di strano in quel comportamento e che comunque non e' associabile al MEG. Infatti tutto ruota attorno all'equivoco tra open e close: se provate ad invertirle vedrete che il circuito si comporta normalmente (come di fatto è accaduto a me!).
Questo, insieme a tanti altri progetti di free-energy mal spiegati o spiegati parzialmente, mi ha fatto riflettere su quanto veramente questi inventori desiderino spiegare quello che combinano: i casi sono due,o sono dei ciarlatani (e sono sicuro che tanti lo sono), o sanno che il loro dispositivo è fattibile ma mettono tanta disinformazione in mezzo ai progetti da far cadere nel ridicolo il loro dispositivo con la conseguenza che solo poche persone si cimentino e siano in grado di replicarlo o studiarlo seriamente.
Sono sicuro che fisici o ingegneri (gli unici che facilmente risolverebbero i nostri problemi), quando si parla di free-energy si mettono a ridere. Ma molto probabilmente non sanno nemmeno che esistono fenomeni stranissimi che le teorie attuali non sanno spiegare nel paradigma dominante. Ed è per questo che molti di loro non danno nemmeno uno sguardo a questo tipo di ricerche (chissà, forse fanno bene e sanno che sono tutte delle str….), lasciando che persone con più o meno cognizione di causa cerchino di replicare l'impossibile.

Ormai è da un anno che cerco di studiarmi questo circuito e sono dovuto andare a rileggermi prima i libri delle superiori e poi quelli universitari di Fisica ed Elettromagnetismo (ottimo il libro 'La fisica di Feynman').
Questo per dirvi che molte cose che scrivo sono forse frutto di errori o incomprensioni oltre che mie, anche volute dallo stesso Bearden.Quello che è sicuro è che finora nessuno ha mai pubblicato su internet un circuito funzionante per il MEG, non dico overunity ma almeno che ne segua la sua teoria. Io sto cercando di fare almeno questo, poi vedremo se potrà mai funzionare, visto il tempo trascorso dalla data del brevetto.

Ritorniamo ora al MEG ricordandoci la formula dove E=dA/dT.
Nel momento di switch (da off passiamo ad on), la tensione sarà massima ed è anche questo l'unico momento dove può manifestarsi l'effetto AB nel nostro tipo di controllore. Purtroppo però in quell'istante la corrente nelle bobine sarà 0 o minima, e sappiamo bene che essa è l'unica responsabile della variazione di B (e quindi di A) .Perciò se delta A sarà piccola o addirittura 0, l'extraenergia che ne deriverebbe dal magnete va a farsi benedire. Ma se noi lasciamo trascorrere un certo tempo dopo aver invertito il flusso, allora lo switch si troverà già nell'istante in cui B varia (quindi avremmo un delta A): ecco allora che finalmente avremmo le condizioni che permetterebbero all'effetto AB di manifestarsi.

Questo è quello che vorremo succedesse ma il MEG non funziona proprio così. Il circuito da noi costruito e'un trasformatore che lavora in un complesso circuito oscillante dove la corrente che vi scorre è dovuta dalle varie correnti che circolano anche negli avvolgimenti secondari. Il flusso di B non corrisponde quindi esattamente alla corrente fornita dalle bobine di controllo (infatti basta andarsi a vedere i grafici della corrente dove esiste un palleggiamento tra i vari tronchi anche dovuti alla risonanza), ma bensì si può associare alla tensione presente ai capi del secondario (bada bene che l'andamento è simile, non i valori). Quando noi effettuiamo lo switch, in verità ci troviamo nel punto dove la variazione di B è minima (cresta dell'onda, dove sta avvenendo l'inversione di flusso), quindi l'effetto AB non ci può aiutare per nulla.
A questo punto ho pensato che, almeno per il circuito d'ingresso, bisogna avere un perfetto circuito risonante e portarsi il più vicino possibile al raggiungimento del massimo rendimento (normale trasformatore). Quindi, per poter sfruttare il magnete, dobbiamo lavorare sulle bobine secondarie usando un trucchetto: prima di tutto bisogna lavorare con un solo carico mettendo in comune i due poli delle bobine d'uscite. Poi bisogna inserire altri due circuiti che possano alternare il collegamento delle bobine al carico (così che il carico risulti comunque sempre connesso al MEG). Come segnali di controllo per i nuovi circuitini, bisognerà riprendersi i segnali delle bobine d'ingresso e farli slittare di un certo tempo e trovare quello per cui abbiamo il massimo incremento dell'effetto AB (infatti lo spostamento del carico da un seminucleo all'altro non modifica il delta B creato dalle bobine di controllo ma permette invece di ottenere l'effetto AB nel solo semi-flusso creato dal magnete permanente). Il tempo sarà scelto dal compromesso del valore di tensione e dalla inclinazione massima della sua derivata rispetto al tempo (piu' ortoganale è al piano del tempo, più variazioni del flusso otteniamo; come vedremo il miglior risultato si avrà per un slittamento di 45 gradi). Tracce di questo comportamento non si trovano nel brevetto originale di Bearden (sono dei grafici disegnati a mano) ma bensì nelle foto dei monitor dell'oscilloscopio nel documento 'Meg Paper' e che sono molto diversi rispetto a quelli disegnati.
I grafici sulle misurazioni d'ingresso, sono simili a quelli che ho misurato io una volta trovata la risonanza (e dove ho avuto un rendimento quasi uguale a 1).
I grafici d'uscita (vedi spike dopo le creste) potrebbero corrispondere proprio al tipo di funzionamento da me supposto (attenzione che si potrebbe lavorare anche in altri modi). L'unica cosa ancora da verificare, e che mi lascia qualche dubbio (leggi note), è come il potenziale vettore influisca nel funzionamento globale del MEG. In fondo questo è una specie di trasformatore e quindi i rapporti tra tensione d'ingresso/uscita devono essere uguali al rapporto delle spire ingresso/uscita. Inoltre essendo un circuito risonante e condizionato da varie sezioni del circuito, il tutto non può avere un andamento impulsivo come l'effetto AB dovrebbe provocare. Quindi l'impulso di extra-tensione si dovrà amalgamare (non trovavo altre espressioni) dando, una maggiore tensione sul secondario (comunque sempre dentro al rapporto spire), e una diminuzione di corrente prelevata nelle bobine di controllo: il flusso B mancante dovrebbe essere dato dal magnete permanente per mezzo di quel sistema di regauging tanto caro a Bearden.

M.E.G.: Misurazione dell'INPUT

M.E.G.: Misurazione dell'OUTPUT

   
Quindi i prossimi passi saranno quelli di ritornare a fare gli avvolgimenti tradizionali (40-450) e modificare il circuito di controllo inserendo un delay cotrollato e due nuovi circuiti per controllare le bobine d'uscita.
Sono ben accetti aiuti per come costruire il tutto (delay e driver per MOS-FET o transistor che supportano almeno 2-3000 Volt, ma più alte sono le tensioni meglio e'), e speriamo che almeno questa volta la nuova configurazione funzioni ed otteniamo la tanto agognata overunity. In fondo, se ragioniamo bene, questo tipo di circuito spiega le tante risposte date da Bearden (potenza dei magneti, costruzione del dispositivo, problemi di smagnetizzazione, problemi di sincronismo, necessità di avere alte tensioni sul secondario, etc.etc)… secondo me la soluzione è vicina !!!

Vi allego lo schema per meglio comprendere i sincronismi e il circuito da realizzare: il T/4 che vedete nel grafico dei sincronismi è il tempo di ritardo che ho pensato essere il migliore per massimizzare l'effetto AB (T/4 corrisponde a uno sfasamento di 45 gradi )

Ciao a tutti.
Sandro-Meg

Note
Come detto il circuito è complicato e finché non si faranno delle prove il tutto rimane ancora misterioso. Volevo accennare al fatto che il MEG viene spiegato come attingente energia dalla modifica dello spazio-tempo: se torniamo all'esperimento di Aharonov-Bohm, essi realmente notarono una traslazione di spazio dei loro elettroni (l'intera figura era stata traslata pur rimanendo identica a prima, per cui dissero che era stata operata una differenza di fase sul segnale). Ma se questo e' stato dimostrato, più aumentiamo B (del magnete) più la figura viene sfasata e, ad un certo punto, ci ritroviamo allo stesso punto di partenza (al massimo si può traslare di 360 gradi). Ma come inserire questo nel MEG? Ci ho pensato parecchio e la soluzione di cui sopra è certamente una che segue questa strada; ma le cose sono terribilmente complicate.
Se ammettiamo che il magnete effettivamente modifica lo spazio-tempo, come afferma Bearden, (nel caso degli elettroni dell'esperimento di A-B corrisponde alla traslazione di x gradi della figura di interferenza), è anche vero che più potente è, più si riuscirà ad ottenere lo spostamento di fase, che comunque dipenderà dall'energia che avremo in quell'istante (nell'esperimento era dovuto alla carica degli elettroni e alla loro velocità).
A questo punto mi sorge una domanda: quando noi diamo lo switch alle bobine del secondario, quello che noi spostiamo è solo il valore del potenziale E, oppure anche tutta l'energia di quell'istante? Se spostiamo solo E nel tempo, allora non ha più senso spostarci dal massimo valore di tensione (cresta) poiché riusciremmo a trovare una condizione-frequenza per cui lo spostamento operato faccia ritornare E al suo posto (logicamente stiamo parlando di un segnale sinusoidale). Inoltre il solo switch dei primari dovrebbe già da solo modificare l'uscita (circostanza mai notata).
Se viene invece operato un sfasamento che tiene conto dell'energia associata a quell'istante, allora è giusto operare come sopra descritto. Io sono per la seconda ipotesi ma, in ogni caso, la ricerca della giusta frequenza, carico e tensioni da operare è molto complicata e critica. Infatti la variazione di fase operata dal magnete è una conseguenza della forza (E e dB) che abbiamo nell'istante (switch): più energia dobbiamo 'sfasare' e meno sfasamento si potrà ottenere dal magnete.
Per quanto riguarda il perché dello sfasamento di 45 gradi (switch tra bobine primarie/secondarie), il conto è presto fatto: ci sono due punti che si possono prendere in esame, quello a 45 gradi (dove abbiamo E e dB=0,707 del loro valore ), oppure a 90 gradi (E=0,5 dB=1), con la differenza che nel primo caso possiamo raddoppiare la frequenza così da ottenere il doppio di energia rispetto al tempo trascorso. (da entrambi casi otteniamo lo stesso valore ma nel caso dei 45 gradi il tempo che intercorre è esattamente la metà rispetto a quello dei 90 gradi).

P.S.Per ulteriori informazioni visionare gli altri aggiornamenti pubblicati precedentemente. (vedi qui sotto)

 

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Traduzione dal libro di T.E. Bearden