NOTE

In completamento

  NOTA 1: Pere maggiori informazioni sul macchinario Pidgeon vedere "Electrical Influence Machines" di John Gray, 1903 pp 206 e "Philosophical Magazine" Dicembre 1898 pp. 564, e ovviamente, il brevetto Pidgeon.


NOTA 2: Vedere "Modern Hight speed Influence machines" di V.E. Johnson 1921 pp 76. Johnson non era solo un ricercatore di macchine elettrostatiche ma ne era anche un intraprendente costruttore
e poichè era un tecnico acutoriuscì a costruire un generatore più potente persino della macchina condensatore a multi dischi di Wommelsdorf. Questo libro è d'obbligo per tutti quelli che vogliono lavorare in questo campo.

Un'altro punto di riferimento è il sito di Antonio Carlos M. de Queiroz che è pieno di informazioni (e link) sugli sviluppi odierni nei macchinari elettrostatici.

NOTA 3: Vedere "Self-Excited, Alternating, High-Voltage Generation Using A Modified Electrostatic Influence Machine" di M. Zahn sull'American Journal of Phisics volume 42 del 1974 pp 289.

NOTA 4: I progettisti del Methernitha hanno preso il sistema elettronico di base della Pidgeon aggiungendo poche modifiche in modo da bloccare parzialmente una certa polarità della carica ad una certa zona per poterla così stabilizzare, ed anche spingerecerte aree con carica.

Come nel loro uso, per esempio, di una piastra supplementare situata nella parte centro-alta difronte al disco anteriore (appena sotto la valvola di rettifica), da notare anche che questa piastra, o antenna chiave, è accoppiata indirettamente al resto del circuito, con una messa a punto della bobina. Più o meno la stessa cosa accade con le due piastre di sotto che sono collegate ad un terminale d'ottone collegato ad una connessione di rame che va giù e si avvolge a bobina intorno ad un tubo di plastica vuoto, e dentro al tubo ci sarà un'altro collegamento o una piccola bobina che raccoglie la carica elettrica.


NOTA 5:
Guardando come ciascuna delle macchine fotografate è stata costruita potete vedere che queste sono strutture di alta qualità. Penso che chiunque voglia cominciare come sottoinsiemi adattati insieme dagli accoppiamenti o da piccoli gruppi dei membri, questi sottinsiemi dalla base in legno....

NOTA 6: La valvola di Fleming fu costruita intorno al 1905 e finchè progredì nella valvola termoionica, dal 1922 l'effetto 'Pearson and Anson' fù scoperto, per cui le correnti oscillanti sono potute essere prodotte con un resistore, condensatore e valvola termoionica accoppiati insieme.

NOTA 7: Vedere il brevetto americano 1,540,998 (del 9 giugno 1925) 'Conversion of Atmospheric Electric Energy' (conversione dell'energia elettrica atmosferica) di Hermann Plauson. Plauson nel 1920 scrisse anche un libro intitolato "Gewinnung und Verwertung der Atmospharischen Elektrizitat" in tedesco.

NOTA 8: Mentre alcuni hanno visto i più piccoli macchinari scaricatore/raddrizzatore da 300 W abbastanza aperti e non incassati nella valvola a vuoto d'aria, il modello a vuoto d'aria sarebbe molto più efficiente e sprecherebbe meno corrente. Inoltre, il tubo raddrizzatore deve avere un filamento riscaldato (che sulla macchina da 3 KW appare come un
filamento luminoso che corre lungo tutta la lunghezza della griglia e le bobine collegate entro i due cappucci neri delle estremità. Nei filmati potete vedere i flash deboli venire da dietro il raddrizzatore per cui è possibile che il filamento sia avvolto intorno all'altro lato del complesso griglia/bobine). Coolridge, prima del 1900, scoprì che non avviene nessuno scarico dal catodo all'anodo , anche a 100,000 volts, a meno che il filamento sia riscaldato (Physics Review Vol 2 Dic. 1913 p418). La maglia in alluminio emanerà abbastanza prontamente gli elettroni e può essere usata come un catodo freddo - ma un catodo riscaldato offre il vantaggio di poter controllare le oscillazioni.

NOTA 9: I due lunghi tubi dritti sono senza dubbio bobine di arresto, precisamente il giusto posto per rallentare la corrente farla rettificare e oscillare. In una bobina d'arresto più alto è il flusso della corrente più grande sarà la relativa resistenza a quel flusso di corrente. Una configurazione ancora migliore della bobina d'arresto avrà un nucleo di ferro all'interno di essa

NOTA 10: Ho fornito 6 circuiti differenti per questa sezione di oscillazione alcuni dei quali includono piccoli cristalli di quarzo (vedere note 13 e 16 sulla frequenza di oscillazione). La manopola nera sulla parte posteriore della macchina da 3 Kw è probabile che serva a selezionare una varietà di capacità così come a controllare l'oscillazione del circuito, la quale, alternativamente, controlla la velocità di rotazione del disco.

NOTA 11:

Il fenomeno dei motori elettrostatici è stato ricercato bene nel corso degli anni ( vedere "Electrostatic Motors" O.Jefimenko in "Physics Teacher" Vol 9 marzo 1971 p121-9, e "Electrostatics – And Its Applications" di A.D.Moore (1973) p131-147; "Electrostatic Motors" di B.Bollee in "Philips Tech. Review" Vol 30 1969 p178-194). I generatori Methernitha Testatika gira automaticamente, dopo aver ricevuto una spinta manuale, per lo stesso principio di questi motori elettrostatici.



NOTA 16
Il Dr. Flanagan utilizza realmente il generatore di campo di elettroni nel suo speciale ionizzatore (vedi Metodo di Purificazione dell'aria e generatore di campo negativo - Brevetto US 4,391,773).
Come funziona un generatore di elettroni a cascata? Penso che, mentre si ha un movimento alternante di elettroni sugli elettrodi di metallo (e il Dr. Flanagan riconosce che questo effetto si verifica con un campo di alto voltaggio alternante a circa 20 Khz), i blocchi in perspex interposti tra essi trasformerebbero l'elettricità non attraverso la loro massa, bensì attorno ad essa, sotto forma di carica di superficie - in verità nello strato posizionato proprio a fianco della superficie dell'isolante.
E' lo stesso principio dell'assorbimento dielettrico - i blocchi in perspex non si scaricano abbastanza velocemente da riuscire a seguire alla pari il voltaggio alternato; in questo modo accumulano sempre più carica fino a che quest'ultima non si trasforma in uno strato di carica sulla superficie dell'isolante.
Ciò significa che, ad una frequenza sufficientemente alta, le molecole di superficie dell'aria polarizzano e si ha una separazione degli elettroni, più mobili, dai nuclei, più lenti, di queste molecole. Mentre gli elettroni vengono spinti avanti e indietro, si sviluppa uno strato secondario di ioni d'aria positivi (più lenti) e così via; e il processo di polarizzazione ad alta frequenza ed ad alto voltaggio innesca l'effetto di elettroni a valanga.
Se i blocchi in perspex fossero invece
ELECTRETS (come Geoff Egel e altri ricercatori sulla
free-energy suggeriscono) credo che seguirebbero lo stesso principio di funzionamento menzionato sopra, per il quale l'assorbimento dielettrico carica i blocchi prima che essi producano l'effetto a cascata.
Ciò accade perché nell'electret gli elettroni caricati nel perspex/plastica e gli ioni positivi potrebbero ancora subire una manipolazione da parte del campo elettromagnetico invertito, che li indirizzerebbe (come con i dipoli) avanti e indietro, in modo tale da giungere infine al punto in cui essi potrebbero ottenere risonanza con l'aria immediatamente prossima ad essi (a patto che l'intero circuito sia regolato in modo appropriato).
Se questo effetto, poi, fosse simile ad una induzione, allora ne potrebbe risultare una forza elettromotrice di rimando, che andrebbe ad accrescere il voltaggio dell'output in uscita.
In un modo o nell'altro, credo che l'effetto sarebbe sempre una cascata di elettroni attraverso l'ambiente, ed il prodotto di questo output oscillante (a livello dei blocchi) potrebbe essere condotto in modo simile all'esterno ed accumulato nel network di bobine a base multistrato.
Alcuni test per scoprire il miglior tipo di blocco potrebbero essere, a mio parere:
Uno - Provate diversi tipi di materiali come plastica/acrilico/ceramica per i blocchi.
Due - Provate diversi metodi di elettrificazione della plastica (come con gli electrets)
Tre - Provate plastiche trattate con particelle semiconduttrici.
Quattro - Provate plastiche trattate con particelle paramagnetiche.
Cinque - Provate blocchi di plastica vuoti contenenti un liquido elettrostatico.
Si potranno trovare ulteriori informazioni riguardo alle plastiche alla pagina -
Electret contro assorbimento dielettrico.


NOTA 17
Esistono varie definizioni di Bifilar, secondo una di queste, i fili neutralizzano i loro campi magnetici, mentre secondo un'altra definizione i fili sono avvolti in modo tale da assicurare un accoppiamento del flusso magnetico con bassa perdita; in questo caso servirà tutto il flusso magnetico possibile, quindi, la definizione corretta deve essere l'ultima - Vedi "Trasformatori per circuiti elettronici" di Nathan R. Grossner (1967) pagg. 224, etc ...
Il metallo magnetico usato più comunemente è il Mumetal, che è un materiale magnetico facilmente saturabile e che fa circolare il flusso magnetico attraverso se stesso piuttosto che nell'aria circostante, così da rinforzare la reciproca induzione tra i due sistemi di bobine di filo rosso attorno alle basi dei magneti a ferro di cavallo.


NOTA 18
Per far sì che il voltaggio di output della macchina non si scarichi completamente quando connesso ad una grossa carica, ciò che serve è un network a formazione di impulsi (o linea di ritardo artificiale).
"Un tale network rappresenta un miglioramento nella capacità di raccolta di un singolo condensatore a causa della azione a cascata da un condensatore a quello ad esso vicino lungo la catena.
All'inizio tutti i condensatori vengono caricati allo stesso voltaggio, ma non appena il primo inizia a perdere voltaggio, il primo dietro di esso è libero di scaricarlo all'interno di esso.
Questa azione di riempimento, che si propaga all'interno del network da condensatore a condensatore, è il meccanismo tramite cui il voltaggio, attraverso i terminali di output, tende a trattenere il suo livello originale." - "(vedi - "Sistemi di scarico di alta energia" A.P. Stephenson "ETI" (Electronics Today International) - Marzo 1992 pagg. 24-26).


NOTA 19
Quando il voltaggio di un alto potenziale e di un'alta frequenza scorre lungo un filo, la superficie esterna si comporta allo stesso modo (chiamato effetto "skin").
Il Methernita userebbe quindi un sistema di spessi fili o persino un sistema di tubi di 1/8" per connettere il suo circuito.


NOTA 20
Due riferimenti per lo schermaggio sono: "Un loop schermato" di S. Goldman in "Elettronica" Vol. 11 (1938) pagg. 20-22 e "Misurazioni nelle apparecchiature radio" di F.E. Terman (1935) pag. 218 e pag. 341.


NOTA 21
Per informazioni sul voltaggio massimo nel centro di una bobina secondaria vedere: " Manuale di telegrafia senza fili" di J. Erskine-Murray (1913) pag. 42 e un articolo intitolato: "Isteresi dielettrica alle frequenze radio" di E.F.W. Alexanderson in "Proc. I.R.E. Volume 2 (giugno 1914) pagg. 137-157. Per il trasformatore Van de Graaff vedere i brevetti US 3,323,069 (30 maggio 1967) e 3,187,208 (1 giugno 1965). Questi brevetti non furono concepiti unicamente per un generatore di alto voltaggio Van de Graaff; essi furono concepiti per un sistema speciale escogitato da Van de Graaff, molto dopo che il suo generatore fosse messo in uso per convertire l'elettricità statica in elettricità corrente - Questo sistema può essere un po' troppo complicato per il Methernita ma, tuttavia, i principi che egli utilizzava per i suoi avvolgimenti primari/secondari potrebbero essere di un certo interesse.

NOTA 22
Il Dr. Flanagan modificò i suoi blocchi isolanti, in resina, trattandoli con granuli paramagnetici (come il carburo di silicone) in modo da potenziare ulteriormente l'effetto a cascata di elettroni; questa è un'idea che il fisico Thomas Townsend Brown sperimentò per primo (tramite l'utilizzo di granuli di ossido di piombo con il suo brevetto US n. 3,187,206 (1 giugno 1965) e con buoni risultati.
L'aria circostante potrebbe essere "potenziata" in modo simile così da polarizzare la sua carica elettrica e migliorarne la performance (coloro che fossero interessati alla spiegazione "fisica" di ciò vedano un articolo di W.A. Douglas Rudge "Circa alcune fonti di disturbo del gradiente del potenziale atmosferico normale" in Proc. Royal Soc. A - Vol. 90 (1914) pagg. 571, etc ...).


NOTA 23
Alcuni altri generatori aventi similarità con il dispositivo Testatika sono: il "Sistema di generazione di potenza di un campo di energia elettrostatica" inventato da William W. Hyde (brevetto US 4,897,592 del 30 gennaio 1990), che è un dispositivo rotore/statore a capacitanza variabile capace di produrre 300 kw. Altri generatori simili sono: "Dispositivo elettronico parametrico" inventato da Ferdinand Cap (brevetto US 4,622,510 dell'11 novembre 1986), che ha un circuito risonante in serie (LCR) strutturato all'interno di esso in modo che oscilli - e funziona davvero A RISONANZA, per assicurare un alto output; "il Generatore elettrostatico" inventato da Dan B. Le May (e altri) (brevetto US 3,094,653 del 18 giugno 1963); questo è un sistema veramente ingegnoso di capacitanza variabile; il "Dispositivo elettrostatico" di Noel Felici (brevetto US 2,522,106 del 12 settembre 1950) è un buono standard, che utilizza un rettificatore a valvola. Il "Generatore elettrostatico" di William S. Spencer (brevetto US 1,415,779 del 9 maggio 1922) è un esempio primitivo di generatore rotore/statore che trasferisce i suoi impulsi elettrici attraverso un trasformatore per produrre un output di corrente più alta.